San Giuliano di Puglia, 20 anni fa la tragedia del sisma

A San Giuliano di Puglia l’intera comunità si è stretta intorno al dolore di quanti, 20 anni fa a causa del terremoto, persero i propri figli nel crollo della scuola “Jovine”. Morirono 27 bambini e la loro maestra

20 anni fa la tragedia del crollo della scuola “Francesco Jovine” a San Giuliano di Puglia in provincia di Campobasso, a seguito di una scossa di magnitudo 6 alle ore 11,32 del 31 ottobre 2002. Morirono 27 bambini e la loro maestra. La piccola comunità molisana non dimentica e dopo due decenni prova a capire cosa è cambiato dopo quella tragedia che spezzò via un’intera generazione.

Tre giorni per commemorare le piccole vittime. Oggi, lunedì 31 ottobre, momento di raccoglimento nel cimitero con la deposizione di una corona di fiori nel Parco della memoria, mentre in serata, lungo il percorso della memoria, si snoderà una fiaccolata. Intanto Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale di Cittadinanzattiva ricorda che nel nostro Paese sono oltre 17.000 gli edifici scolastici, sul totale di 40.293, situati in zona 1 e zona 2 ossia a medio ed elevato rischio sismico e 4 milioni e 300.000 i bambini e i ragazzi che risiedono in queste zone. Eppure gli edifici migliorati e adeguati sismicamente sono soltanto il 2% mentre quelli progettati secondo la normativa antisismica sono 2.740, ossia il 7%. “Sono passati 20 anni dal crollo della scuola Iovine di San Giuliano di Puglia, e da allora molto è stato fatto per migliorare l’edilizia pubblica del nostro Paese, soprattutto in relazione alla classificazione sismica del territorio, alla revisione della normativa antisismica, ad interventi di adeguamento per molti edifici pubblici. Ma molto resta da fare.” ha dichiarato Adriana Bizzarri.

Dino Di Renzo aveva 10 anni quando la scuola crollò, Rimase sotto le macerie finché i soccorritori non lo tirarono fuori. Oggi fa il geologo, intraprendendo un percorso specifico in quanto aveva “bisogno di risposte”.

“Venti anni, ovvero un periodo considerevole per riflettere e capire. Venti anni sono certamente una nuova generazione che nel frattempo è diventata adulta, cioè capace di assorbire gli insegnamenti, interpretare gli accadimenti storici e indirizzare il proprio pensiero critico verso il futuro. Venti anni che, tuttavia, non bastano per lenire il dolore di una comunità che ha sofferto un dramma indicibile, il più duro che si possa affrontare”.

Sono le parole del presidente della Regione Molise, Donato Toma, arrivato a San Giuliano di Puglia per partecipare alla commemorazione delle vittime del terremoto di vent’anni fa. “Non ci sono parole per descrivere lo strazio provato da chi ha vissuto quella tragedia con i propri occhi e con il cuore dilaniato dal dolore. Non è umanamente sopportabile una realtà in cui 27 bambini e una maestra muoiono mentre sono a scuola, nell’unico edificio che quel giorno maledetto crolla del tutto. Solo il silenzio della commemorazione e la riflessione su cosa è stato fatto e cosa si può ancora fare, per evitare simili sciagure, possono scandire il nostro giorno del ricordo”. “Dal 2003 la Regione ha istituito per legge la Giornata della Memoria – prosegue Toma – caricandola di significati che non colmeranno mai il vuoto lasciato dentro di noi, donne e uomini, cittadini e amministratori, ma che possono tracciare un nuovo segmento nel solco di quella tragedia. Sì, c’è un prima e un dopo San Giuliano di Puglia.

Quella mattina di 20 anni fa ha segnato le nostre coscienze e ha cambiato la percezione collettiva della sicurezza dentro e fuori i luoghi pubblici e privati, modificando in maniera determinante le attività di mitigazione del rischio sismico attraverso la definizione della nuova classificazione sismica nazionale. La Regione Molise ha risposto con forza alla richiesta di sicurezza e alla domanda di prevenzione. Siamo anelli di congiunzione di una catena che parte dallo Stato, che ha il compito di garantire le buone politiche di prevenzione e di tutela dei contesti civili e sociali costituiti dalla sicurezza e dalla scuola, da sempre fondanti nella nostra società”.

 

In serata la fiaccolata dalla piazza 31 ottobre 2002, detta anche Fontana delle 28 cannelle