Pescara calcio: tanti rimpianti. Sul campo della capolista Venezia ko di misura (3-2) con la possibilità, è vero, di portarsi prima sul 2-0 e alla fine di pareggiare i conti. Ma l’undici di Gorgone difende malissimo. Disporre la linea a 4 con marcature individuali si è rivelato un azzardo. Saio il migliore. Play out a -7, salvezza diretta a -8.
Con la difesa a 4 si può e si deve giocare solo a zona e in linea, cioè di reparto. Andare uomo a uomo contro una squadra come il Venezia che, per caratteristiche di gioco, ti porta fuori zona è stato un errore strategico. Emblematico il gol del 2-1 lagunare.
Inizio azione, Bettella altissimo, addirittura nella metacampo avversaria. Capellini fuori area in marcatura su Adorante. Cuore della difesa senza centrali e rete di Yeboah che sfrutta l’assist di Kike Perez.
Un peccato perché il Pescara lotta sino alla fine, interpretando la gara con piglio aggressivo, coraggio e personalità. Di Nardo, tenuto in gioco da Busio, la sblocca su assist di Brugman. Mancino chirurgico e sesto gol in campionato.
Poi il Venezia crea tanto. Saio protagonista. Ma il Pescara ha anche la possibilità di scappare. Da zero metri Meazzi si divora una clamorosa chance su cross di Olzer.
Nel finale di tempo, in 5′, i padroni di casa la ribaltano. A segno prima Adorante poi Yeboah. In entrambe le circostanze i biancazzurri difendono malissimo.
Con poco filtro, dopo l’uscita per infortunio di Valzania (problema al ginocchio sinistro) e l’ingresso di Acampora. Calciatore di qualità, l’ex Benevento non è una mezz’ala e neanche un interditore.
Nella ripresa Pescara più ordinato. 2-2 e settimo centro di Di Nardo ispirato dal giovane Berardi subentrato a Meazzi. Brugman calcia male da posizione invitante. Per contro, a un quarto d’ora all’epilogo nuovo e definitivo sorpasso del Venezia. Tutto troppo semplice. Sverko dentro per Haps, palla in mezzo, liscio di Lauberbach, gol di Hainaut che sorprende Cagnano e firma il 3-2. Da quinto a quinto.
Male in marcatura il Pescara che, tuttavia, potrebbe pareggiare in contropiede con Acampora (controllo errato), e all’ultimo respiro con Bettella di testa.
Di qui i rimpianti. Perché probabilmente il Venezia non ha mai concesso così tanto in fase di non possesso. Il problema è che il Pescara ha fatto peggio e non se lo può permettere.
Play out a -7, salvezza diretta a -8. Domenica prossima altra gara sulla carta proibitiva. All’Adriatico il Palermo quarta forza del campionato. In arrivo le squalifiche per Gravillon e Capellini.
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