Pescara calcio: allo “Stirpe” di Frosinone pari beffardo, che rabbia! I ciociari rimontano due gol nei minuti finali. Rigore contestato (a ragione) e conseguente espulsione di Altare, subentrato in avvio di gara all’infortunato Faraoni (polpaccio). In pieno recupero il 2-2 di Raimondo. Per 82′ gara in totale controllo. Il grande rimpianto, non averla chiusa quando c’erano tutti i presupposti. Un vero peccato ma i biancazzurri, aspetto fondamentale, hanno dimostrato di essere vivi e vegeti.
Piano partita impeccabile. Uomo contro uomo a tutto campo, il Frosinone sbaglia tutte le pressioni. Il Pescara, invece, è bravo a girare palla velocemente, soprattutto a verticalizzare.
Di Nardo la sblocca con un preciso diagonale. A contrastarlo, invano, in area piccola il regista ciociaro Calò e non un difensore. Ecco le controindicazioni delle marcature personalizzate. Basta svuotare l’avversaria per permettere l’inserimento di mezze ali e trequartisti. Certamente bisogna farlo con qualità e tempi giusti.
Al 33′ arriva il raddoppio dello stesso Di Nardo. Il Frosinone si ferma a causa di un infortunio occorso a Cittadini. L’arbitro lascia giocare e il centravanti biancazzurro sigla il 2-0.
Nel secondo tempo i padroni di casa si sbilanciano ulteriormente. Il Pescara si difende, riparte con rapide verticalizzazioni ma non la chiude.
Almeno tre le opportunità non concretizzate in superiorità numerica. Soprattutto in una circostanza Meazzi non serve Olzer che altrimenti si sarebbe trovato faccia a faccia col portiere del Frosinone Palmisani.
E così il Pescara paga dazio. Ma il prezzo è a dir poco esagerato. A 8′ dall’epilogo il lancio di Jacopo Gelli sorprende, è vero, Altare. Il difensore scappa in copertura su Francesco Gelli con un attimo di ritardo e poi interviene in modo pulito sul pallone.
Nella dinamica il braccio del difensore si appoggia sulla schiena del calciatore del Frosinone che va a terra. A nostro avviso non può essere mai rigore. Meraviglia piuttosto che il Var confermi la decisione presa sul campo dall’arbitro Di Marco (Ciampino) che assegna il penalty, trasformato poi da Calò, ed espelle Altare.
Cambia l’inerzia della partita. Il Frosinone la pareggia al 93′ sugli sviluppi di un calcio di punizione dove, sì, il Pescara difende male. Soprattutto su Calvani la cui sponda viene finalizzata da Raimondo subentrato a Zilli.
Un vero peccato ma Pescara più vivo che mai. 4 punti conquistati contro Palermo e Frosinone, rispettivamente quarta e terza forza del campionato. Alla vigilia chiunque avrebbe firmato. Oggi la sensazione è diversa. Resta tuttavia la certezza granitica di potersela giocare in chiave play out (primo obiettivo) con convinzione e fiducia. Certo, da questo momento, non si potrà più sbagliare. E se i rinforzi fossero arrivati a tempo debito…
I migliori Di Nardo, Brugman e Acampora. Olzer impalpabile. Questa volta Meazzi non incide.
Domenica prossima 8 marzo il primo scontro diretto all’Adriatico col Bari di Longo. Fischio d’inizio alle 19,30.
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