Ortona: troppe incertezze alla Tekne, la Cgil chiede un tavolo ministeriale

La Fiom Cgil di Chieti esprime fortissima preoccupazione per l’andamento della vertenza che coinvolge Tekne S.p.A., azienda di rilievo strategico per il tessuto industriale nazionale e per il settore della produzione di veicoli speciali e sistemi elettronici, in particolare nel comparto della difesa, a seguito dell’incontro tenutosi nello stabilimento di Ortona lo scorso 2 febbraio

Nonostante la conclusione della composizione negoziata della crisi e la piena ripresa delle attività produttive, alla Tekne SpA di Ortona permane un quadro di grave incertezza sul futuro industriale e occupazionale dell’azienda. Circa 200 i lavoratori coinvolti.

E il sindacato, con il segretario provinciale Andrea De Lutis, chiede la convocazione immediata di un tavolo istituzionale al ministero delle Imprese e del Made in Italy, come già richiesto formalmente a settembre 2025. In discussione sono le prospettive produttive e occupazionali, garanzie sui livelli occupazionali, sulla continuità produttiva e su un piano industriale condiviso e sostenibile nel medio-lungo periodo, un impegno pubblico chiaro,
con tempi certi, per accompagnare la transizione dell’azienda e l’ingresso di un nuovo socio industriale e una garanzia istituzionale sulla continuità aziendale sul territorio.
In assenza di risposte rapide e concrete, la Fiom Cigli, insieme ai lavoratori, non esclude iniziative nei prossimi
giorni.

“Nell’estate 2025 il Governo, con atto a firma del presidente del Consiglio e del ministro della Difesa – ricorda De Lutis in una nota – ha esercitato la Golden Power, qualificando Tekne come azienda strategica e bloccando la cessione del 70% delle quote alla società statunitense Nuburu. Un atto importante, però non seguito da alcun percorso chiaro. Già da settembre 2025 – aggiunge De Lutis – la Fiom Cgil ha formalmente richiesto la convocazione di un tavolo istituzionale presso il Mimit, per conoscere dal Governo i piani futuri per Tekne. A oltre sei mesi, tuttavia, non è arrivata alcuna risposta. Un silenzio inaccettabile che coinvolge circa 200 lavoratrici e lavoratori diretti, oltre all’indotto. Non ci interessa chi guiderà l’azienda o con quali assetti societari – conclude il sindacalista -, ci interessa il futuro di Tekne e dei suoi lavoratori. E chiediamo che questo interesse sia condiviso dalla politica locale e nazionale che dopo la golden power è colpevolmente silente”.