L’Aquila: gran fermento per l’arrivo di Papa Francesco. Edizione straordinaria anche per la Bolla

L’Aquila si prepara alla visita di Papa Francesco, il primo Papa che aprirà la Porta Santa di Collemaggio eccezionalmente di mattina il 28 agosto

Una visita di 5 ore con poche tappe ma significative. Il cantiere del Duomo, con l’abbraccio in piazza alle famiglie delle vittime del sisma, sino alla messa sul sagrato di Collemaggio con l’Angelus in mondovisione e il rito di apertura della Porta Santa. L’organizzazione è in fermento. La gendarmeria vaticana ha già effettuato con il cardinale Petrocchi e il vescovo ausiliare D’Angelo un primo sopralluogo per definire i dettagli tecnici come l’uso di una pedana aggiuntiva e per il palco della messa con accesso facilitato.

Le domande che ci si fanno e sulle quali si sta ragionando sono tante, anche quella relativa al corteo che in genere accompagnava la bolla a Collemaggio per la messa e l’apertura della porta Santa ai vespri. Quella dei vespri era una tradizione contadina.

Massimo Alesii del comitato Perdonanza spiega che l’evento è eccezionale:” Il messaggio di Perdono che parte dall’Aquila è universale e tutto l’Abruzzo dovrà collaborare. In merito all’organizzazione il Papa tutto può. Per l’apertura della porta Santa, prevista in mattinata, non c’è nessuno problema perché si rientra comunque nelle 24 ore del giubileo, il più antico della storia. Il corteo si potrà fare, si sta ragionando sul come anche in relazione al trasferimento della Bolla, se sarà anticipato anch’esso”.

Si tratta di un evento assolutamente straordinario, epocale, che metterà davvero L’Aquila al centro del mondo. Il primo Papa che apre la porta Santa. Ma il rapporto dei pontefici con l’Abruzzo è sempre stato speciale, basti ricordare l’amore per il Gran Sasso di Papa Giovanni Paolo II ma anche di Benedetto XVI che ha compiuto diversi viaggi in Abruzzo, 5, anche nell’immediato post sisma. Intanto la direzione artistica della Perdonanza, come già anticipato da Rete 8, sarà firmata ancora una volta dal maestro Leonardo De Amicis.

 

Barbara Orsini: