Sul futuro della Tekne di Ortona, la Fiom Cgil chiede alle istituzioni, in particolare al Governo, di uscire allo scoperto e di intervenire con un tavolo ministeriale, già proposto dalla Provincia di Chieti
“Innanzitutto riteniamo doveroso ringraziare tutti gli attori istituzionali che in questo momento stanno dimostrando attenzione verso la vicenda Tekne”, scrive la FIOM, commentando “Una vicenda che ormai ha poco della vertenza industriale tradizionale e sempre più i contorni di una vera e propria soap opera, fatta di annunci, dichiarazioni e passaggi poco chiari. Siamo convinti che ogni contributo sia utile, perché maggioranza e opposizione hanno – o dovrebbero avere – un unico interesse comune: la tutela dei livelli occupazionali e del futuro delle lavoratrici e dei lavoratori della Tekne. Tuttavia, leggendo l’articolo in cui l’assessore Magnacca risponde al presidente Menna, riteniamo necessario” -afferma la FIOM- “ripercorrere alcuni passaggi sui quali sorgono interrogativi che non possono restare senza risposta. La Regione Abruzzo, nei mesi passati, è stata parte attiva nella vertenza e ha dato il proprio contributo. La Tekne ha avviato una procedura di composizione negoziata, conclusasi positivamente. Il Governo ha poi attivato la golden power per impedirne la vendita del 70% delle quote all’americana Nuburu. Da quel momento, sia la FIOM CGIL – che i lavoratori – non hanno ricevuto alcuna comunicazione ufficiale sugli sviluppi. Un silenzio che rischia di essere interpretato come disinteresse, e che alimenta incertezza e preoccupazione”.
“Prendiamo atto dell’impegno personale dell’Assessore e del Presidente della Regione: è un elemento che rassicura. Ma oggi per noi c’è una sola priorità. Il tavolo Tekne, per l’evoluzione che la situazione ha assunto, non può più trovare la sua naturale collocazione in ambito regionale. È indispensabile e vitale che venga trasferito presso il MIMIT, come la FIOM CGIL chiede formalmente da settembre 2025. Rispetto all’ultimo passaggio dell’articolo, inoltre, emergono ulteriori interrogativi. L’Assessore dichiara che l’azienda ha in capo le scelte relative al sito e all’occupazione. È vero. Ma è altrettanto vero che ad attivare la golden power è stato il Governo, assumendosi quindi una responsabilità diretta nella gestione di questa fase. L’azienda, da parte sua, ha dichiarato di essere pronta ad accogliere nuovi soci e l’ingresso di Invitalia. Dalle parole dell’Assessore, però, sembra emergere – tra le righe – l’idea che Tekne rispetto a quanto dichiara a noi non è realmente interessata a intraprendere vie condivise. Noi ad oggi abbiamo avuto la possibilità di ascoltare solo l’Azienda, emergono elementi che necessitano di chiarezza immediata. Proprio per questo ribadiamo con forza la richiesta di convocazione urgente del tavolo al MIMIT: è l’unico luogo istituzionale in grado di fare piena luce sullo stato reale della situazione, sulle prospettive industriali e sulle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti. Fino a quel momento, la FIOM CGIL riterrà corresponsabili di qualsiasi eventuale evoluzione negativa sia l’Azienda sia il Governo. Le lavoratrici e i lavoratori della Tekne meritano verità, trasparenza e garanzie concrete. Non possono più essere ostaggio di silenzi e dichiarazioni parziali”.