Sono 94 i lavoratori somministrati dell’azienda LFoundry di Avezzano che dal 1° febbraio sono stati esclusi dal processo produttivo aziendale, molti dei quali con un’anzianità di servizio di oltre 10 anni
Uomini e donne esclusi dal futuro lavorativo aziendale e che di fatto sono divenuti totalmente invisibili, come denunciano i sindacati che questa mattina a Pescara hanno presieduto l’incontro interlocutorio con l’assessorato al Lavoro della Regione Abruzzo, incentrato sulla vertenza che ha per protagonisti 94 lavoratori delle agenzie Openjobmetis e GiGroup in missione nell’azienda LFoundry di Avezzano, accusata di aver disatteso gli impegni presi sugli interinali e di aver creato una forte e ingiusta disparità di trattamento.
«Il problema dei 94 somministrati esclusi dall’attività produttiva dell’azienda non è solo una questione lavorativa, ma è anche un problema sociale per il territorio, perché parliamo di 94 famiglie rimaste senza certezze per il futuro», commenta Francesca Piscione, segretaria generale della Felsa Cisl Abruzzo e Molise, questa mattina al tavolo con Nidil Cgil e Uiltemp. «Per questo chiediamo anche alle istituzioni di intervenire su questa vicenda».
L’incontro in Regione di questa mattina si è chiuso con l’impegno dell’assessore regionale alle attività produttive, Tiziana Magnacca, a interloquire nuovamente con l’azienda per riportare sul tavolo la vertenza dei lavoratori somministrati di LFoundry, rimasti a casa dal 1° febbraio.