Vasto, bimbo morto per overdose di cocaina: misura cautelare per la madre indagata

Vasto, svolta nell’inchiesta per la morte del piccolo Tony di 15 mesi: il gip dispone misure per la madre di 29 anni, ora rintracciabile in Romania.

A Vasto si registra una nuova e significativa accelerazione nelle indagini sulla morte del piccolo Tony Mitran, il bambino di 15 mesi deceduto il 10 agosto 2025 all’ospedale San Pio da Pietrelcina. Il sostituto procuratore Silvia Di Nunzio, coordinatrice dell’inchiesta, ha impresso una svolta disponendo una misura cautelare personale e un accertamento tecnico irripetibile sui dispositivi elettronici sequestrati. Indagata nel procedimento penale è la madre del minore, Laura Ionela Mitran, una donna di 29 anni accusata dei reati di omicidio colposo e false informazioni al pubblico ministero. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il dramma si consumò all’interno dell’appartamento di vico Sant’Agostino, dove il figlio ingerì un quantitativo di cocaina che era stata lasciata incustodita.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto, ritenendo sussistenti le esigenze cautelari richieste dall’accusa, ha applicato nei confronti della 29enne il divieto di espatrio e l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Al momento, tuttavia, l’ordinanza non può essere concretamente eseguita dalle forze dell’ordine: da diversi mesi la donna ha lasciato il territorio italiano per fare rientro in Romania, suo Paese d’origine, e si trova attualmente al nono mese di gravidanza. Il giorno del decesso, il bambino era giunto al pronto soccorso del nosocomio vastese nel tardo pomeriggio in arresto cardiorespiratorio. Nonostante i lunghi tentativi di rianimazione cardio-polmonare effettuati dai medici della struttura sanitaria, ogni manovra salvavita si rivelò inutile. Inizialmente la madre aveva dichiarato al personale sanitario di temere che il figlio avesse ingerito un oggetto generico, ma i successivi esami tossicologici hanno ribaltato lo scenario investigativo portando alla sua iscrizione nel registro degli indagati.

I risvolti futuri del caso sono legati all’esito degli accertamenti informatici avviati in queste ore. La Procura ha infatti affidato formale incarico al perito Pierluigi Chiulli per condurre un esame tecnico irripetibile sui telefoni cellulari e sui supporti digitali sequestrati durante le prime fasi investigative. L’esperto analizzerà chat, messaggi, email e registrazioni audio per delineare le frequentazioni e il contesto relazionale in cui è maturato l’evento.

La difesa, rappresentata dall’avvocato Alessandro Cerella del foro vastese, continua a contestare il quadro accusatorio sottolineando che nell’immobile di vico Sant’Agostino la donna non viveva da sola ma coabitava stabilmente con un compagno, rimettendo alla magistratura il compito di accertare l’effettiva ripartizione delle responsabilità penali.

Carmine Perantuono: Laureato in Giurisprudenza, è giornalista professionista dal 1997. Ricopre il ruolo di Direttore Responsabile di Rete8.