Dopo la battuta d’arresto dovuta a un vizio di forma, la procura della Repubblica di Avezzano ha emesso un nuovo decreto di citazione diretta a giudizio nei confronti di Andrea Leombruni, accusato di aver ucciso a colpi di fucile l’orsa Amarena il 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi.
La nuova udienza predibattimentale è stata fissata per il 28 aprile 2026, alle ore 10, presso il Tribunale di Avezzano. L’imputato deve rispondere del reato di uccisione di animali, con l’aggravante della crudeltà, in relazione all’abbattimento di un orso bruno marsicano, sottospecie protetta e a rischio di estinzione. Durante la prima fase del procedimento, il giudice aveva dichiarato la nullità del precedente decreto a causa di un’omissione procedurale che aveva invalidato l’intera fase introduttiva del processo. Erano circa cinquanta gli enti e le associazioni ambientaliste che si erano costituite parte civile, insieme alla Regione Abruzzo: tra questi il Pnalm, il Comune di Villalago, Lav, Wwf Italia, Enpa, Oipa, oltre a numerose altre organizzazioni impegnate nella tutela della fauna selvatica. Dopo l’annullamento del procedimento, diverse associazioni
avevano ribadito la necessità di non demordere. Amarena era un esemplare simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
“Saremo nuovamente in aula come parte offesa per assicurarci che la morte di Amarena non resti impunita – afferma ora Gian Marco Prampolini, presidente della Leal, Lega antivivisezionista -. Nonostante il rallentamento processuale dovuto a un errore burocratico, la nostra determinazione resta massima affinché venga fatta piena luce sulla condotta dell’imputato e venga applicata una pena esemplare, proporzionata alla gravità dell’illecito commesso”.