La Radioterapia Oncologica di Chieti nella rete internazionale che apre nuove frontiere per la cura dei Tumori del Pancreas
In campo Radioterapico è stata pubblicata nei giorni scorsi, sulla rivista scientifica Cancers, la prima meta-analisi originale di studi scientifici, condotta in Italia, Austria e Polonia da 14 Centri di Radioterapia Oncologica. Tra questi c’è anche la Radioterapia Oncologica di Chieti diretta dal professor Domenico Genovesi, docente di Diagnostica per immagini e Radioterapia presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologie dell’Università d’Annunzio di Chieti-Pescara.
La ricerca confronta l’utilizzo della moderna Radioterapia Stereotassica con la classica Chemio-Radioterapia nel Carcinoma del Pancreatico. Questo importante contributo scientifico si colloca nei nuovi scenari e tra le possibilità terapeutiche nei trattamenti multidisciplinari dei Tumori del Pancreas, uno dei principali big killers oncologici in termini di prognosi e sopravvivenze particolarmente negative e con incidenze in progressivo aumento. È il cancro con la minore sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, arrivando ad appena l’11% negli uomini e il 12% nelle donne.
Non determina sintomi precoci particolari e per tale motivo la diagnosi spesso arriva quando la malattia è già in fase avanzata e non operabile. Data l’estrema difficoltà di curare questa neoplasia, molte speranze sono riposte in diversi filoni della ricerca scientifica, come la Genetica, per incrementare le probabilità di diagnosi più precoci, lo sviluppo di nuovi farmaci a bersaglio molecolare per il prolungamento delle sopravvivenze, sperimentazioni con farmaci immunoterapici e l’utilizzo delle moderne tecniche di Radioterapia di precisione, come la Radioterapia Stereotassica.
Questo grande fermento su diverse e promettenti linee di ricerca punta a intensificare con modalità multidisciplinari e combinate le nuove terapie farmacologiche e la moderna Radioterapia in fase pre-operatoria, per determinare una riduzione di volume del tumore pancreatico e renderlo operabile con maggiori probabilità di successo.
«La Radioterapia Stereotassica – spiega il professor Domenico Genovesi, Direttore del Centro Universitario-Ospedaliero di Radioterapia Oncologica di Chieti – ha guadagnato negli ultimi anni un crescente interesse nel trattamento del Cancro del Pancreas localmente avanzato e consiste nella somministrazione di dosi molto elevate al tumore in poche sedute, con una precisione balistica estremamente accurata e selettiva.
La revisione sistematica e la metanalisi condotta da un sinergico lavoro straordinario di tutti i Centri coinvolti – aggiunge il professor Genovesi – hanno confrontato i risultati clinici e le tossicità tra la moderna Radioterapia Stereotassica e la classica Chemio/Radioterapia concomitante-sequenziale nei tumori del Pancreas localmente avanzati inoperabili alla diagnosi. Sono stati attentamente analizzati tutti gli studi scientifici internazionali pubblicati tra gennaio 2015 e luglio 2025 per un totale complessivo di ben 768 pazienti processati dai 14 Centri coinvolti.
Ebbene, questo studio di comparazione non ha evidenziato nessuna differenza significativa in termini di Sopravvivenza Globale e Sopravvivenza libera da progressione di tumore pancreatico tra le due metodiche di Radioterapia. Inoltre, la Radioterapia Stereotassica è stata associata ad una minore incidenza di grave tossicità acuta, nonostante le elevate dosi somministrate in poche sedute. Questi risultati molto promettenti della Radioterapia Stereotassica potranno così permettere di inserire, in poche sedute ma con dosi elevatissime al tumore, il trattamento Radioterapico all’interno e in combinazione con Chemioterapia, farmaci a bersaglio molecolare ed immunoterapia, intensificando e massimizzando tutte le terapie proprio con l’obiettivo di ridurre volumetricamente i tumori del pancreas localmente avanzati alla diagnosi e renderli operabili con maggiori probabilità e con un conseguente auspicato miglioramento delle sopravvivenze.
Questa importante risorsa in termini di cooperazione tra Centri di Radioterapia Oncologica nazionali ed internazionali – conclude il professor Domenico Genovesi – è tuttora in corso e permette una crescita costante in plurime patologie oncologiche».