“La sentenza del tribunale del lavoro di Pescara potrebbe avere un rilievo importante anche oltre il singolo caso alla luce del fatto che il riconoscimento del risarcimento è arrivato anche in presenza della successiva immissione in ruolo dell’insegnante”: così la segretaria generale della Cisl Scuola Abruzzo e Molise, Elisabetta Merico, commentando la condanna del ministero dell’Istruzione per l’illegittima reiterazione di contratti a tempo determinato a un
docente di Religione Cattolica
“Stiamo parlando – spiega – di contratti oltre i 36 mesi, reiterati nel tempo, in assenza di un regolare concorso che
avrebbe permesso la stabilizzazione su posti disponibili. Per queste ragioni il ministero ha reiterato contratti anche per un decennio”. Secondo la sindacalista, un elemento chiave riguarda l’utilizzo dei docenti con contratti a termine, nonostante la possibilità di stabilizzarli. “Si è riconosciuto il fatto – aggiunge – che il professore in passato era stato utilizzato in presenza di posti comunque disponibili in organico. Non si tratta di un episodio isolato: sono tantissimi nelle stesse condizioni e in Abruzzo e Molise abbiamo tante vertenze analoghe che si riferiscono al personale docente, non solo di Religione Cattolica, e al personale ATA. Questo conferma che il contenzioso sui contratti a termine resta un tema strutturale su cui la Cisl Scuola pone particolare attenzione”.
