Oggi in Abruzzo lo sciopero nel trasporto pubblico gestito da TUA: presidi Cgil, Cisl, Uil e Faisa Cisal a Giulianova, Lanciano e Pescara
Scatta oggi, giovedì 8 gennaio, lo sciopero regionale di quattro ore per tutto il Trasporto pubblico locale in Abruzzo, proclamato unitariamente da Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Faisa Cisal.
La mobilitazione (nelle foto il presidio organizzato a Pescara) nasce dalla preoccupazione per le politiche regionali sul comparto e per le prospettive dei lavoratori, in un settore che incide in modo rilevante sul bilancio regionale e garantisce il diritto alla mobilità. Una delegazione di sindacalisti del presidio pescarese è stata ricevuta dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio.
Quattro le criticità indicate. La prima riguarda affidamenti e gare: con l’avvicinarsi delle scadenze dei contratti di servizio (2026 per le aziende private e 2027 per Tua) i sindacati denunciano l’assenza di confronto e garanzie su assetto e occupazione. Il secondo nodo è la sicurezza, giudicata insufficiente per personale e utenza. Terzo punto è l’impatto sulle aree interne. Le organizzazioni parlano di un progressivo ridimensionamento dei collegamenti che non solo peggiora la qualità del servizio e accelera lo spopolamento, ma colpisce anche chi vive e lavora in quei territori. In particolare, con l’affidamento in subconcessione di alcune linee a soggetti privati, gli autisti impiegati su quelle tratte e residenti nei piccoli comuni rischiano di vedersi spostare la sede di lavoro, con trasferimenti più lunghi o la necessità di valutare un cambio di residenza con la famiglia.
Nella lettura sindacale, inoltre, “il prezzo più alto” sarebbe stato pagato proprio dalle aree interne, dall’Aquila in poi, in una sequenza di passaggi che include sisma, pandemia e la trasformazione della tratta L’Aquila-Roma in servizio commerciale: effetti che, sostengono, avrebbero inciso sull’occupazione con una riduzione degli addetti all’esercizio in pochi anni. A fronte di ciò, aggiungono, il personale amministrativo sarebbe cresciuto, con il rischio di snaturare la
missione dell’azienda “da trasporti a agenzia di servizi”.
I sindacati contestano anche la gestione di Tua e delle partecipate, citando “subaffidamenti” a operatori privati anche fuori regione, criticità nella divisione ferroviaria e nella partecipata Cerella, oltre all’ipotesi di disdetta degli accordi integrativi e del contratto di secondo livello.
Nel Teramano la mobilitazione è anche contro alcune specificità territoriali. I lavoratori della TUA – Trasporto Unico Abruzzese – temono in particolare la rimodulazione dei collegamenti tra Giulianova e Pescara, con la soppressione di alcune corse dirette e l’introduzione di cambi intermedi. A questo si aggiunge la chiusura dell’officina TUA di Giulianova, decisione simbolica di un arretramento della presenza aziendale sulla costa teramana e motivo di forte allarme per il personale. Le organizzazioni sindacali segnalano inoltre carenze sul fronte della sicurezza, livelli elevati di evasione tariffaria non adeguatamente contrastati e una gestione che, a loro giudizio, avviene senza un reale confronto preventivo con i rappresentanti dei lavoratori e con i territori interessati. Una mancanza di dialogo che ha contribuito ad alimentare un clima di tensione ormai diffuso. Il caso di Giulianova non è isolato ma si inserisce in un quadro più ampio di difficoltà che coinvolge l’intera provincia di Teramo, dove da tempo si registrano tagli alle corse, riduzioni dei servizi nelle aree interne e trasferimenti di personale legati all’accorpamento delle strutture operative. Scelte che, secondo sindacati e amministratori locali, rischiano di aggravare l’isolamento dei piccoli centri e di ridurre il diritto alla mobilità per migliaia di cittadini. Lo sciopero di oggi ha inevitabilmente prodotto disagi per l’utenza, con corse soppresse o ritardate nella fascia mattutina, ma per i lavoratori rappresenta un passaggio necessario per chiedere un cambio di rotta. La richiesta è chiara: l’apertura di un tavolo di confronto con la Regione Abruzzo e con i vertici della TUA per discutere di programmazione del servizio, tutela dell’occupazione, sicurezza e investimenti sul trasporto pubblico.
In assenza di risposte concrete, i sindacati non escludono ulteriori iniziative di mobilitazione. Una prospettiva che preoccupa cittadini e pendolari, ma che evidenzia quanto il tema del trasporto pubblico locale resti centrale per il futuro della provincia di Teramo e dell’intero Abruzzo.
A Giulianova, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 presidio sindacale Cgil, Cisl, Uil e Faisa Cisal davanti sede della TUA, in via Turati 108.
Secondo i sindacati la riorganizzazione decisa da Tua nel Teramano di fatto sta avviando un progressivo smantellamento del trasporto pubblico provinciale, senza alcun confronto preventivo e a danno degli utenti. La protesta di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Faisa Cisal ha per oggetto la revisione dei collegamenti autobus lungo la costa, in particolare la modifica di tre corse pomeridiane tra Giulianova e Pescara che, a partire da lunedì, non saranno più dirette ma prevedranno un cambio a Roseto.
“Le corse dirette – hanno spiegato i sindacati – garantivano maggiore comodità ai viaggiatori, mentre così saranno costretti a effettuare una coincidenza intermedia, con il concreto rischio di ritardi e di perdita del collegamento successivo”.
L’obiettivo di Tua è spingere gli utenti ad un maggiore ricorso al trasporto ferroviario, tuttavia secondo i sindacati autobus e treni dovrebbero integrarsi in un sistema realmente complementare all’interno della rete regionale del trasporto pubblico locale:
“Il servizio su gomma dovrebbe servire la maggioranza dei cittadini grazie a una rete diffusa, mentre il treno dovrebbe rappresentare il collegamento rapido tra i principali poli socio-economici della provincia”.
TUA, nel rispettare il ruolo dei sindacati, difende la scelta adottata e precisa che le decisioni organizzative spettano alla direzione aziendale in accordo con la Regione. Per TUA la riorganizzazione serve ad evitare sovrapposizioni tra bus e treno sulla stessa tratta, riduce l’impatto ambientale e promuove l’uso del treno, più rapido, meno inquinante e in grado di offrire una migliore qualità complessiva del servizio.
Sempre oggi, 8 gennaio, sul fronte scioperi c’è da registrare anche l’astensione dal lavoro proclamata dal sindacato Orsa Autoferro Tpl Abruzzo sulle linee urbane ed extraurbane regionali:
“Atto inevitabile – ha affermato il sindacato – contro una dirigenza aziendale che ha dimostrato, nei fatti, di non essere in grado di valutare le reali necessità dei lavoratori e dell’utenza, perseguendo un’unica ossessione: far quadrare i conti, anche a costo di distruggere il servizio pubblico abruzzese. Le continue inadempienze contrattuali e il ricorso sistematico alle subconcessioni da parte di Tua spa rappresentano il simbolo di una gestione fallimentare che sta producendo effetti devastanti: disservizi quotidiani per i cittadini, peggioramento costante delle condizioni di lavoro e totale disinteresse verso la dignità dei dipendenti. La dirigenza di Tua spa, priva di qualsiasi visione industriale, senza ascolto e senza rispetto per chi ogni giorno garantisce il servizio, sta portando il trasporto pubblico locale abruzzese verso un baratro annunciato. Il sistema è ormai fuori controllo e le conseguenze di questa politica miope saranno pagate dai cittadini e dai lavoratori”.
Per queste ragioni Orsa ha chiesto l’immediata convocazione dei vertici politici regionali affinché “assumano una posizione chiara e responsabile sul futuro del trasporto pubblico locale, richiesta rimasta a oggi senza alcuna risposta, a conferma di un grave e inaccettabile disinteresse verso i cittadini abruzzesi”.
“Il trasporto pubblico locale – ha dichiarato il segretario regionale Orsa Alex Orlandi – non è un bilancio da aggiustare con operazioni di facciata: è un servizio pubblico essenziale. Questa non è riorganizzazione, ma incapacità gestionale, che dimostra giorno dopo giorno di non essere all’altezza del compito”.
