Tragedia Rigopiano: 5 anni fa la valanga che costò la vita a 29 persone/ FOTO E VIDEO DELLA FIACCOLATA

Cinque anni fa la tragedia di Rigopiano che costò la vita a 29 persone. Si lavorò per giorni per cercare di salvare quante più persone possibili. Tanti i drammatici ricordi e le strazianti testimonianze. Alle 15 la fiaccolata per non dimenticare e chiedere giustizia FOTO E VIDEO DELLA FIACCOLATA

Erano le 16:49 del 18 gennaio del 2017 quando una terribile valanga scivolò sul resort di Rigopiano: all’interno subito si colse la vastità della tragedia. Si lavorò disperatamente contro il tempo, il gelo, la paura, la notte. 29 persone non ne uscirono vive. 11 i sopravvissuti. In quel meraviglioso albergo, frequentato anche da attori e personaggi famosi, c’erano 40 persone.

I parenti delle vittime chiedono e pretendono giustizia. “Nessuna caccia alle streghe” dicono mentre si muovono lungo quelle strade anche oggi innevate come in quelle maledette ore. Sul volto di mamme, sorelle, amici e padri il dolore del ricordo ma anche la rabbia per quella che molti di loro definiscono “una tragedia in parte evitabile”.

Il 28 gennaio si torna in aula presso il Tribunale di Pescara, per una nuova udienza del processo a carico di 30 imputati per il disastro, accusati a vario titolo di omicidio e lesioni colpose plurime, disastro colposo, abuso edilizio e falso ideologico. In molti hanno scelto il rito abbreviato.

Alle 15 ha mosso i primi silenziosi e dolorosi passi la fiaccolata di chi in quella tragedia ha perso un figlio, un genitore, un amico, una sorella.

Alle 16.49 in punto 29 palloncini lanciati in cielo, per ricordare ognuna delle 29 vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano. Una cerimonia iniziata con un fiaccolata e finita all’imbrunire.

A portare la vicinanza delle istituzioni ai parenti delle vittime e ai sopravvissuti sono stati il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il prefetto di Pescara Giancarlo Di Vincenzo e il questore di Pescara Luigi Liguori.

“Ringrazio Bellelli perché ha mostrato grande sensibilità – ha detto Marsilio riferendosi alla vicenda giudiziaria e al capo della Procura di Pescara -. Confidiamo in questo suo impegno. Dipende anche da lui calendarizzare le udienze in maniera serrata e anche la scelta di quasi tutti gli imputati di fare rito abbreviato aiuta. Anche noi speriamo che entro quest’anno si definisca il primo grado di questa vicenda”. Per Marsilio non esiste nessun impedimento alla realizzazione del Giardino della Memoria che i familiari delle vittime chiedono di avere nel luogo della tragedia. “Non c’è nessun ostacolo particolare – ha detto -. Attendiamo solo che i promotori producano la relazione richiesta e sollecitata anche dall’amministrazione comunale di Farindola. Il nostro comitato Coreneva (Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe) si riunisce ogni settimana. Appena perfezionata daremo il parere”. Per Marsilio la vicenda di Rigopiano “ha colpito l’Italia e il mondo intero tanto è stata unica ed eccezionale nelle sue dimensioni e nella sua tragicità. Oggi è quasi un luogo comune dire ‘non finisca come a Rigopiano’. Si è certamente incrementata la consapevolezza e l’attenzione sui temi della sicurezza e della prevenzione”.

La tragica vicenda di Rigopiano tenne con il fiato sospeso tutta Italia con la ricerca dei dispersi. Furono tra i primi ad arrivare sul luogo della tragedia, in quella terribile notte di cinque anni fa, i membri del Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese che oggi pomeriggio parteciperanno alla commemorazione in ricordo delle vittime della valanga che ha spazzato via l’hotel Rigopiano.

“È stata un’esperienza terribile, che – dice il presidente Daniele Perilli – ha segnato tutti noi soccorritori. Ritrovare però alcuni ospiti dell’hotel ancora vivi è stato emozionante per chi come noi ha partecipato alle ricerche fin dalle prime ore, anche se siamo e saremo sempre vicini alle famiglie delle 29 persone rimaste uccise dalla valanga. A questi 29 angeli se ne aggiungono altri 4, vittime della furia del Velino, di cui il 25 gennaio ricorre il primo triste anniversario”.

“Conservando ancora viva la memoria del dolore per il tragico accaduto, il Presidente Mattarella invia a Lei, ai familiari delle vittime e ai sopravvissuti un saluto sentito e partecipe, cui unisco il mio personale”. E’ quanto scrive Simone Guerrini, consigliere direttore dell’Ufficio di Segreteria del presidente della Repubblica, al presidente del Comitato vittime di Rigopiano, Gianluca Tanda, nella ricorrenza del quinto anno dalla tragedia dell’hotel di Farindola (Pescara), travolto da una valanga il 18 gennaio 2017. Tanda aveva invitato il Capo dello Stato alla cerimonia di commemorazione delle 29 vittime, ma la “fitta agenda di impegni legati alla conclusione del mandato presidenziale”, si legge nella risposta arrivata il 13 gennaio scorso, ha reso impossibile la partecipazione.

“La ricorrenza è per tutti l’occasione per onorare la memoria di chi perse la vita in quella tragica notte e costituisce al tempo stesso la spinta a rafforzare responsabilmente l’impegno di tutti per la tutela del territorio e la salvaguardia della pubblica incolumità”. Lo
scrive il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, in una lettera inviata al Comitato Vittime di Rigopiano, nel quinto anniversario della tragedia. Nella missiva il premier, ringraziando per l’invito alla commemorazione delle 29 vittime, rende noto con dispiacere di “non poter essere presente alla cerimonia”. “Vi giunga dunque- conclude – il mio sentimento partecipe per la dolorosa ricorrenza”.

Anche il Soccorso Alpino e Speleologico alla fiaccolata e alla messa organizzata sul luogo della valanga dal “Comitato vittime di Rigopiano”.

E poi ci sono i sopravvissuti costretti a fare i conti con dolore e traumi. Tra questi Giampaolo Matrone che sotto quella valanga ha perso l’adorata moglie Valentina. “Io e mia figlia abbiamo trascorso quattro giorni, dal 2 al 5 gennaio, a Ovindoli, in Abruzzo, ci siamo divertiti, abbiamo sorriso”.

Tantissimi i messaggi di cordoglio di sindaci, amministratori e associazioni.

Il sindaco Biondi parla di “Comunità aquilana vicina ai parenti delle vittime e ai superstiti”.

“La comunità dell’Aquila si stringe al dolore delle famiglie delle 29 vittime della tragedia di Rigopiano, alle loro sofferenze e a quelle di quanti, nella maledetta notte di cinque anni fa, sono sopravvissuti ad un evento che ha segnato la storia dell’Abruzzo, suscitando commozione e angoscia. Sin da bambini siamo abituati a salutare la neve con gioia, un evento lieto che al contrario, in quell’occasione, per cause e ragioni che dovranno essere stabilite dalla magistratura, ha provocato lutti e disperazione”.

“Una ferita per tutta l’Italia –  l’ha definita il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella-. Le cicatrici saranno un monito e, al contempo, le immagini dei soccorritori che in quelle ore frenetiche si affannavano sul luogo del disastro ci ricordano quanto il nostro Paese possa essere solidale e coeso nei momenti di maggiore difficoltà e di emergenza. Evocare quei giorni lascia ancora attoniti, ci fa sentire quanto l’uomo possa essere fragile e vulnerabile nonostante la mole di conoscenze e tecnologia a disposizione. Da qui bisogna ripartire affinché l’impegno sulla prevenzione del rischio sia predominante nell’agenda delle Istituzioni. Lo dobbiamo a chi non c’è più, a chi è rimasto, a ognuno di noi”.

“La comunità di Penne si stringe al dolore delle famiglie delle vittime della tragedia di Rigopiano. Rimarrà una delle pagine più nere della storia dell’Area vestina”. Lo afferma il sindaco di Penne, Gilberto Petrucci, che oggi pomeriggio parteciperà, in delegazione, alla commemorazione del tragico evento accaduto cinque anni fa. La Città vestina ospitò, dal 18 gennaio 2017, nel palazzetto dello sport di contrada Campetto, il centro operativo dei soccorsi che fu impegnato per giorni nella tragedia di Rigopiano. “Conservo ancora la memoria di quelle ore terribili vissute in prima persona – continua il primo cittadino – che hanno inferto una profonda ferita al nostro territorio e che probabilmente non sarà più rimarginata. Rinnovo la mia solidale vicinanza ai familiari delle vittime e ai superstiti”.

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Barbara Orsini: