Da simbolo di illegalità a presidio di solidarietà. È questo il forte messaggio emerso dalla cerimonia svoltasi a Tortoreto, dove un immobile confiscato alla criminalità organizzata è stato ufficialmente restituito alla comunità e destinato ad accogliere donne e nuclei familiari vittime di violenza
Il bene, definitivamente confiscato nel 2019 a seguito di un procedimento giurisdizionale nei confronti di un soggetto affiliato ad associazioni criminali, è entrato a far parte del patrimonio dell’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione dei Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), con il supporto operativo della Prefettura di Teramo. Successivamente, il Comune di Tortoreto ne ha richiesto e ottenuto l’assegnazione, avviando un importante intervento di ristrutturazione e messa in sicurezza dell’edificio. Grazie ai lavori effettuati dall’amministrazione comunale, l’immobile è oggi pronto a svolgere una funzione di alto valore sociale. La gestione operativa è stata affidata all’Unione dei Comuni “Città Territorio Val Vibrata”, attraverso un contratto di comodato d’uso della durata di dieci anni, sottoscritto proprio in occasione della cerimonia.
All’evento ha partecipato anche il Prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, che ha ribadito il ruolo centrale della Prefettura nel coordinamento delle attività di recupero e valorizzazione dei beni confiscati.
«La destinazione sociale di questi beni – ha sottolineato – rappresenta uno degli strumenti più efficaci per affermare la cultura della legalità e rafforzare la coesione sociale».
Nel suo intervento, il Prefetto ha voluto ringraziare tutte le istituzioni coinvolte nel percorso che ha portato al risultato odierno:
«Questo immobile, un tempo simbolo di illegalità, diventa oggi un luogo di solidarietà, accoglienza e protezione. È la dimostrazione concreta che la legalità non è un concetto astratto, ma una forza capace di creare opportunità reali e di riaffermare la presenza dello Stato sul territorio».
L’iniziativa assume un valore che va oltre la singola restituzione: colpire la criminalità organizzata nei suoi interessi economici e trasformare i beni illecitamente accumulati in risorse per le fasce più fragili della popolazione rappresenta una vittoria concreta dello Stato e delle istituzioni, non solo sul piano simbolico, ma anche su quello sociale e civile.