Attesa per oggi l’udienza di convalida dell’arresto di Antonio Sciorilli, il 52enne che a Vasto, domenica scorsa, ha ucciso il figlio ventunenne Andrea al culmine di una lite in casa, colpendolo tre volte con un’ascia. Oggi l’autopsia sul giovane, affidata al medico legale Pietro Falco; consulente di parte è stato nominato Ildo Polidoro
La prima a parlare con Sciorilli in cella è stata la Garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Monia Scalera, che ha raccontato di una “tragedia immane, incommensurabile”.
“Il mio cliente è in stato confusionale, alterna momenti di lucidità a black-out totali. Mi ha confermato che il figlio aveva un coltello con cui lo avrebbe minacciato”. Così l’avvocato Massimiliano Baccalà, difensore di Antonio Sciorilli. A suo carico l’accusa è di omicidio volontario anche se il capo di imputazione sembra sia ancora provvisorio e possa cambiare. L’avvocato, poi, puntualizza che a scatenare la lite fatale di domenica non sia stato il rifiuto della vittima ad un posto di lavoro in Emilia-Romagna. “Non è vero che il litigio fatale sia dovuto al motivo legato al lavoro – ha spiegato -. Nei giorni pregressi, settimane precedenti, c’erano stati dei litigi per il lavoro ma non perché veniva imposto al figlio”. Sul presunto consumo di sostanze stupefacenti, l’avvocato spiega che è un elemento che “non è emerso”.
“Mio figlio era un violento, mi minacciava con il coltello”. È il drammatico racconto fatto da Antonio Sciorilli ripercorrendo la serata di domenica scorsa, quando ha impugnato l’ascia e ha ucciso il figlio Andrea, 21 anni, al culmine dell’ennesima lite in casa a Vasto. E saranno proprio le intimidazioni e i precedenti scontri fisici e verbali – con tanto di denuncia della famiglia poi ritirata – gli
elementi sui quali la difesa dell’omicida punterà per chiedere di derubricare l’accusa da omicidio volontario a eccesso di legittima difesa. “Il capo di imputazione è provvisorio, potrebbe cambiare”, ha ammesso lo stesso avvocato, Massimiliano Baccalà, che ha incontrato il suo assistito dopo la prima notte trascorsa nel carcere della città del litorale abruzzese.
La Procura di Vasto ha nominato il consulente tecnico per l’analisi su telefoni cellulari, mentre oggi si svolgerà l’autopsia sul corpo del giovane ucciso dal padre, il quale durante l’interrogatorio ha dichiarato: «Mio figlio era un violento»
«Una tragedia immane, incommensurabile. Antonio Sciorilli alterna momenti di lucidità aa momenti di sconforto totale assoluto» ha dichiarato all’Ansa la Garante al termine dell’incontro in carcere con l’omicida. “Abbiamo parlato a lungo, circa due ore – aggiunge la Scalera – Abbiamo parlato di tutto. Siamo di fronte al tragico epilogo di una lunga storia che va avanti da tempo. Ovviamente, saranno le indagini a chiarire questi aspetti. Io mi sono sincerata di dove fosse collocato e di come stesse. Alterna momenti di tranquillità a momenti in cui piange e crolla, quando si riferisce al figlio e ripensa all’accaduto. Al momento è in un locale generalmente usato per l’isolamento, controllato a vista h24 dal personale della struttura. Ha già parlato con lo psicologo, con il funzionario giuridico pedagogico. Insomma – conclude Scalera – sono già stati fatti tutti i passaggi previsti dal protocollo”.
«Un delitto – ha spiegato ieri il procuratore della Repubblica di Vasto, Domenico Angelo Raffaele Seccia – nato, purtroppo, in un ambiente di contrasti familiari che si sono acuiti in maniera esponenziale negli ultimi tempi».
Antonio Sciorilli, 52enne, dirigente del servizio Urp e privacy della Asl Lanciano Vasto Chieti, è un professionista stimato. Chi lo conosce non riesce ancora a credere a quanto è accaduto. Due anni fa il figlio Andrea era stato denunciato per maltrattamenti proprio dai genitori e dalla sorella, che ora non vive più in quell’appartamento. La denuncia, che portò all’apertura di un fascicolo per Codice Rosso, fu poi ritirata.