Teramo, botta e risposta sulla ricostruzione

A Teramo il consigliere comunale del Partito Democratico Paolo Rapagnani torna a riaccendere i riflettori “sui lavori fermi della ricostruzione dei 31 edifici di competenza Ater presenti sul territorio comunale danneggiati e resi inagibili dal sisma del 2016

 

Prima del terremoto, puntualizza, contavano più di 700 residenti molti dei quali ancora oggi sfollati e divisi su circa 400 unità abitative. La situazione più grave nel capoluogo di provincia si riscontra nel popoloso quartiere di Colleatterrato, dove da anni si registra una condizione diventata via via sempre più difficile, in particolare negli edifici siti nella zona di San Berardo, in via Roma, dove sono presenti delle lesioni  veramente importanti che, malgrado le sollecitazioni di inquilini e proprietari, ancora non sono state risolte.

Immediata la replica da parte della presidente dell’Ater Maria Ceciche ha definito le dichiarazioni del consigliere Rapagnani “una campagna elettorale per le prossime comunali” rivendicando all’Ater il merito di aver aperto in provincia numerosi cantieri e nel contempo acquistato nel comune di Teramo oltre 80 alloggi per la sistemazione delle famiglie colpite dal terremoto. Infine la presidente definisce “semplicistico, scorretto e anche vagamente autolesionistico il segnalare il calo dei residenti nel comune di Teramo, che certo non può essere ricondotto ai ritardi della ricostruzione Ater, ma merita analisi più approfondite e anche politicamente più attente”.

 

 

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