Teramo, aperto il cantiere della Prefettura: tre anni di lavori nel cuore del centro storico

Sono iniziate le operazioni di allestimento del cantiere per la riqualificazione post-sisma del palazzo della Prefettura di Teramo, affacciato su corso San Giorgio

In queste ore è stata delimitata l’area interessata dall’intervento con barriere, recinzioni e spazi dedicati all’accesso dei mezzi d’opera. A breve verranno installate anche le impalcature che accompagneranno un intervento destinato a protrarsi per circa tre anni.
Le modifiche incidono in modo significativo sulla viabilità pedonale. Su corso San Giorgio il cantiere occupa una parte consistente della carreggiata, mentre in via Cerulli Irelli il passaggio è stato ridotto a un corridoio delimitato, con inevitabili disagi per residenti, lavoratori e frequentatori della zona.
L’opera, finanziata dall’Ufficio Speciale per la Ricostruzione con un investimento di circa 11 milioni di euro, rappresenta uno degli interventi più rilevanti del programma di recupero degli edifici pubblici danneggiati dal terremoto. Nel frattempo gli uffici della Prefettura sono stati trasferiti nell’ex Consorzio Agrario.
L’avvio del nuovo cantiere si inserisce in un centro storico già interessato da numerosi interventi. A pochi passi proseguono i lavori di riqualificazione del Teatro Comunale, finanziati con fondi PNRR, mentre lungo lo stesso corso è in fase avanzata la ricostruzione di Palazzo Pompetti e sono aperti altri cantieri su edifici privati.
Una concentrazione di opere che, se da un lato contribuirà a restituire un volto rinnovato alla città, dall’altro alimenta le preoccupazioni di commercianti e residenti. Il timore è che la riduzione degli spazi pedonali e la presenza diffusa delle aree di cantiere possano penalizzare il passaggio delle persone, con ripercussioni sulle attività economiche e sull’organizzazione degli eventi nel centro cittadino.
Tra le questioni che restano aperte c’è anche quella della pavimentazione di corso San Giorgio, già segnata da criticità e oggi ulteriormente deteriorata in diversi punti dal continuo passaggio dei mezzi impegnati nei lavori di ricostruzione.

Federico Di Luigi: