Il Tribunale di Teramo ha condannato in primo grado il trentacinquenne Francesco Giuseppe Totaro, a quattro anni e nove mesi di reclusione per induzione alla prostituzione minorile e produzione di pornografia minorile
Il procedimento penale nei suoi confronti era nato nell’ambito delle indagini legate alla morte di Giulia Di Sabatino, la giovane di Tortoreto precipitata da un cavalcavia dell’autostrada A14 a Giulianova nella notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2015, proprio nel giorno in cui compiva diciannove anni. Secondo l’impostazione dell’accusa, i fatti contestati all’imputato risalgono a un periodo precedente, quando Giulia e altre ragazze coinvolte avevano tra i 15 e i 16 anni. Proprio l’età delle minorenni rappresenta uno degli elementi centrali della vicenda giudiziaria: in questi casi, infatti, l’eventuale consenso dei minori non assume alcun valore giuridico e non esclude la responsabilità penale dell’adulto che favorisce o organizza attività di prostituzione o la produzione di materiale pornografico. Il pubblico ministero aveva chiesto una condanna più severa, pari a otto anni di reclusione. Dopo la lettura della sentenza, avvenuta in assenza dell’imputato, i difensori di Francesco Giuseppe Totaro hanno espresso una “soddisfazione parziale” per la decisione del tribunale. La sentenza potrebbe avere anche riflessi su altri fronti giudiziari. I genitori di Giulia, costituiti parte civile nel processo, stanno valutando la possibilità di presentare una nuova istanza per chiedere la riapertura dell’inchiesta sulla morte della figlia, caso che in passato era stato archiviato dalla magistratura come suicidio.