Cresce la preoccupazione per il futuro dei circa 200 dipendenti impiegati nelle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto legate all’Asp1
Le difficoltà economiche delle cooperative che gestiscono i servizi assistenziali rischiano infatti di compromettere il pagamento degli stipendi di aprile, facendo scattare l’allarme politico e sindacale. A denunciare la situazione è il consigliere regionale del Pd Dino Pepe, che ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo regionale per individuare soluzioni immediate a tutela dei lavoratori e della continuità assistenziale nelle strutture. Al centro della crisi ci sono le cooperative alle prese con seri problemi di liquidità. Una situazione che, secondo Pepe, sarebbe strettamente collegata ai ritardi nei pagamenti accumulati dall’Asp1 di Teramo nei confronti delle società affidatarie dei servizi. «La situazione non è più sostenibile», afferma il consigliere dem, sottolineando come il rischio coinvolga operatori che quotidianamente garantiscono assistenza ad anziani e persone fragili. Le cooperative, spiega ancora Pepe, avrebbero anticipato per anni risorse economiche per assicurare il funzionamento delle strutture e il pagamento dei salari, nonostante le difficoltà finanziarie dell’ente pubblico. Secondo quanto evidenziato dal consigliere regionale, il debito complessivo dell’Azienda pubblica di servizi alla persona di Teramo avrebbe ormai superato i 25 milioni di euro. Una condizione che mette in discussione non solo il futuro occupazionale dei dipendenti, ma anche la stabilità dei servizi rivolti ai circa 380 anziani ospitati nelle residenze assistite del territorio. Intanto i sindacati si dichiarano pronti a proclamare lo stato di agitazione qualora gli stipendi non venissero corrisposti nei prossimi giorni. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono garanzie immediate e un intervento concreto della Regione Abruzzo per evitare ulteriori ripercussioni sociali e assistenziali. Pepe punta il dito anche contro il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, accusando l’amministrazione regionale di non aver ancora trovato una soluzione strutturale alle criticità economiche del sistema delle residenze assistite. «Servono stabilità finanziaria, certezza dei pagamenti e tutela occupazionale», ribadisce il consigliere, chiedendo un intervento rapido prima che l’emergenza degeneri ulteriormente.