Teramo, settimana cruciale per il futuro del Mo.Te.: due ipotesi sul tavolo

Il futuro del Mo.Te., società pubblica che gestisce il servizio rifiuti per diversi comuni dell’entroterra teramano, è arrivato a un punto di svolta

Questo perché si sta lavorando alla nascita di una realtà più ampia insieme alla TeAm, azienda partecipata dal Comune di Teramo e responsabile dell’igiene urbana nel capoluogo. Dopo un confronto con i sindaci dei territori interessati, nel quale è stato fatto il punto sull’economia dell’azienda e sulle prospettive di rilancio, si sta lavorando ad un approfondimento tecnico con i vertici della TeAm.

Nello specifico, si stanno valutando due opzioni possibili: la fusione tra le società oppure l’incorporazione del MoTe da parte della TeAm. Si tratta di scelte che avranno ricadute rilevanti sotto diversi profili, a partire dal personale, passando per l’assetto organizzativo fino alla gestione operativa dei servizi. Il percorso che ha portato a questa fase è stato accompagnato da una serie di passaggi istituzionali. In una recente seduta consiliare, l’amministrazione ha illustrato criteri di adesione al progetto e linee guida per eventuali investimenti, ribadendo l’esigenza di garantire trasparenza e sostenibilità finanziaria. Nel corso di quel dibattito sono stati analizzati i margini di bilancio e la capacità dell’ente di sostenere un impegno economico senza compromettere l’equilibrio complessivo del sistema di gestione dei rifiuti.

Il MoTe, ad oggi si trova in una condizione di forte esposizione debitoria, con un passivo che supera i 5 milioni di euro. Una situazione maturata negli anni, quando i corrispettivi versati dai Comuni non coprivano i costi reali dei servizi di raccolta e smaltimento. La decisione finale sarà determinante per ridisegnare l’assetto della gestione dei rifiuti in provincia di Teramo, con l’obiettivo di creare una società più solida e strutturata in vista dell’attuazione del gestore unico provinciale previsto dalla riforma regionale del ciclo dei rifiuti.

Federico Di Luigi: