Come annunciato nei giorni scorsi, è iniziato lo sciopero della fame a sostegno del Reparto di Malattie Infettive dell’ospedale Mazzini di Teramo
Il reparto, riconosciuto come presidio di eccellenza durante l’emergenza Covid-19 e tuttora ritenuto fondamentale per il sistema sanitario locale, sarebbe oggi penalizzato da recenti scelte organizzative. In particolare, l’istituzione di nuove unità operative complesse di carattere amministrativo viene indicata dai promotori come un possibile fattore di indebolimento del reparto e come una delle cause che potrebbero portare alle dimissioni della dottoressa D’Alonzo. L’iniziativa punta inoltre a richiamare l’attenzione sulla tutela della dignità professionale degli operatori sanitari e sul valore strategico del servizio sanitario pubblico. La mobilitazione, spiegano i promotori, si svolge in forma civile, silenziosa e responsabile, senza alcuna interferenza con le attività assistenziali, con l’accesso dei pazienti o con il lavoro quotidiano del personale ospedaliero. Alla protesta hanno preso parte anche alcuni pazienti, che hanno voluto testimoniare direttamente il valore del Reparto di Malattie Infettive, da loro considerato un’eccellenza sanitaria per qualità delle cure e professionalità del personale. In assenza di risposte concrete, è stato annunciato che nei prossimi giorni la manifestazione potrebbe spostarsi dal Lotto Tre all’area del Primo Lotto del presidio ospedaliero. Tra i promotori dell’iniziativa figurano Stefano Matteucci, segretario regionale Ugl Salute, e il giornalista Giancarlo Falconi, che ha voluto aderire alla protesta anche in segno di riconoscenza verso il Reparto di Malattie Infettive, al quale come da lui dichiarato, deve la propria vita. Presente anche Valdo Di Bonaventura, già assessore comunale alle Manutenzioni e protagonista dello sciopero della fame del 2013 a sostegno del reparto di Oncologia. La protesta si inserisce alla vigilia della presentazione del progetto del nuovo ospedale di Teramo, un intervento di grande rilevanza economica che, secondo i promotori, rischia di privilegiare le infrastrutture rispetto al valore umano e professionale dei reparti esistenti. Lo sciopero della fame, hanno infine ribadito i promotori, proseguirà fino all’arrivo di rassicurazioni ufficiali sul futuro del Reparto di Malattie Infettive, della Uoc e sulla permanenza della dottoressa D’Alonzo.
