Il cantiere della scuola Savini, chiusa dal terremoto del 2016 e mai avviato, torna al centro della polemica politica dopo il parere preventivo negativo espresso dall’Autorità nazionale anticorruzione
Un giudizio che, secondo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Gatti, evidenzia gravi criticità nell’operato del Comune di Teramo e potrebbe compromettere l’intero iter dei lavori.
«L’Anac ha riscontrato numerosi errori procedurali – afferma Gatti – tali da mettere a rischio l’esecuzione dell’intervento. Non è escluso che si debba addirittura ricominciare tutto da capo».
Una valutazione che contrasta apertamente con quanto dichiarato dal sindaco Gianguido D’Alberto nella quale aveva circoscritto le richieste di verifica dell’Anac esclusivamente all’impresa aggiudicataria e non alle procedure seguite dall’ente.
Il documento trasmesso dall’Autorità, racconta una storia diversa. Pur confermando l’esistenza di problemi legati all’impresa vincitrice, l’Anac individua anche diverse irregolarità nella gestione della gara da parte del Comune. Tra i punti più contestati figura l’utilizzo della sede legale come criterio premiale nell’attribuzione dei punteggi: una scelta che, secondo il codice dei contratti pubblici, non è consentita. È ammesso solo il criterio della prossimità territoriale legato alla sede operativa e soltanto se supportato da una motivazione puntuale, ritenuta assente nel caso Savini. Una impostazione che, secondo l’Autorità, ha finito per penalizzare le imprese locali, violando i principi di concorrenza e non discriminazione.
Sotto osservazione anche l’impresa aggiudicataria, che avrebbe dichiarato di voler eseguire direttamente i lavori. Su questo aspetto l’Anac esprime dubbi sulla reale capacità esecutiva del consorzio, soprattutto alla luce delle norme stringenti che regolano gli interventi su beni culturali. In tali casi, i requisiti devono essere posseduti direttamente dal soggetto attuatore e non attraverso il cosiddetto “cumulo alla rinfusa”, meccanismo che consente ai consorzi stabili di sommare i requisiti delle singole imprese aderenti.
Non mancano rilievi sul fronte della trasparenza amministrativa. L’Autorità contesta il ricalcolo dei punteggi effettuato dal Comune senza un’adeguata motivazione, una scelta che espone l’ente al rischio di contenziosi. Criticità emergono anche sui tempi: la procedura di gara sarebbe stata avviata con un ritardo di tre mesi rispetto all’approvazione del progetto, superando i termini previsti dalla normativa.
Infine, l’Anac respinge le accuse di lentezza rivoltele dall’amministrazione comunale, precisando di aver fornito il proprio riscontro entro 13 giorni lavorativi dalla ricezione della documentazione.
«Il quadro è chiaro – conclude Gatti –: il Comune comunica troppo e male, commette errori procedurali e fa perdere tempo prezioso. I lavori della scuola Savini non sono affatto imminenti e, ancora una volta, a pagare sono studenti e famiglie».