Un intervento mirato per contrastare situazioni di degrado urbano e migliorare la percezione di sicurezza nei luoghi maggiormente frequentati della città
È questo l’obiettivo della nuova ordinanza firmata dal sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, in vigore fino al 31 dicembre 2026. Il provvedimento ha introdotto una serie di regole straordinarie nelle aree considerate più esposte a fenomeni di incuria, disturbo della quiete pubblica e utilizzo improprio degli spazi comuni. L’iniziativa nasce dal lavoro congiunto dell’amministrazione comunale e della Polizia Locale, con il coinvolgimento degli assessorati competenti in materia di sicurezza e politiche sociali. Le disposizioni riguardano numerosi punti strategici della città, tra cui le principali piazze del centro, le zone verdi, l’area della stazione ferroviaria e dell’autostazione, oltre ad alcune delle vie più frequentate del tessuto urbano. Tra i comportamenti vietati figurano l’allestimento di giacigli di fortuna su panchine e marciapiedi, l’occupazione impropria degli spazi pubblici con effetti personali o materiali vari, l’abbandono di rifiuti e qualsiasi atteggiamento in grado di arrecare disturbo ai residenti o ai frequentatori delle aree interessate. Particolare attenzione è stata riservata anche al consumo di alcolici. Nelle zone individuate dall’ordinanza è vietato bere o detenere bevande alcoliche in contenitori aperti negli spazi pubblici dalle ore 18 alle 6 del mattino successivo. In alcune aree considerate particolarmente sensibili, come la stazione ferroviaria, piazza Sant’Anna, piazzetta del Sole e i Giardini Marcozzi, il divieto è valido per l’intera giornata.
Restano escluse dalle limitazioni le attività svolte all’interno di bar, ristoranti e locali autorizzati, comprese le aree esterne regolarmente concesse, così come gli eventi pubblici e le manifestazioni preventivamente autorizzate dal Comune.
L’ordinanza prevede sanzioni amministrative per i trasgressori e rappresenta uno strumento aggiuntivo a disposizione delle forze dell’ordine per garantire maggiore vivibilità, tutela del patrimonio urbano e rispetto degli spazi condivisi.