Teramo, la FIOM denuncia divari salariali e scarsa presenza femminile ai vertici aziendali

L’8 marzo non è una festa. A Teramo la FIOM CGIL denuncia le profonde disuguaglianze nel lavoro

È il messaggio lanciato dal sindacato a pochi giorni dalla Giornata internazionale della donna, accompagnato da dati che mostrano come le disuguaglianze nel lavoro restino profonde, anche nella provincia teramana. A livello nazionale, secondo il World Economic Forum, in Italia serviranno ancora 120 anni per raggiungere la piena uguaglianza di genere nelle opportunità economiche. Nel settore metalmeccanico il divario salariale supera il 14%, mentre nelle componenti accessorie della retribuzione – come premi, bonus e straordinari – il gap supera il 25%, come emerge da uno studio della FIOM nazionale.

Anche nel territorio teramano l’analisi dei rapporti biennali sul personale, realizzata con il supporto di Corrado Pasquali, docente dell’Università di Teramo, evidenzia problemi strutturali. Il principale riguarda la scarsa presenza delle donne nei ruoli apicali. Nel campione analizzato, che comprende circa 4.000 lavoratrici e lavoratori, solo il 2,6% delle donne è dirigente e appena il 6,35% ricopre ruoli di quadro. La maggior parte è concentrata nelle qualifiche intermedie o operative: il 36% è impiegata e il 43% operaia.

Il divario economico deriva quindi soprattutto dalla minore presenza femminile nei livelli più alti delle aziende e dalla minore partecipazione alle componenti accessorie della retribuzione, spesso legate alla disponibilità a straordinari o maggiore flessibilità oraria.

«Contrastare il divario salariale di genere non è solo una questione economica ma una battaglia di dignità e giustizia sociale», afferma la segretaria della FIOM CGIL di Teramo, Natascia Innamorati, sottolineando come la parità nel lavoro debba essere conquistata attraverso contrattazione e diritti.

Il sindacato evidenzia anche una maggiore instabilità occupazionale per le donne, più spesso impiegate con contratti a tempo determinato. Per questo la CGIL richiama l’attenzione sull’obbligo per le aziende con oltre 50 dipendenti di compilare il Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile, che per il biennio 2024-2025 dovrà essere presentato entro il 30 aprile 2026.

«Vigileremo affinché le aziende rispettino questo obbligo, perché la trasparenza sui dati è uno strumento fondamentale per contrastare le disuguaglianze», afferma Mauro Pettinaro, segretario organizzativo della CGIL di Teramo.

In un Paese in cui si registra un femminicidio ogni tre giorni, conclude la FIOM, l’8 marzo non può essere considerato una festa ma resta una giornata di impegno e responsabilità collettiva, anche nei luoghi di lavoro.

Federico Di Luigi: