Teramo, la Cgil avvia una petizione per revocare il gemellaggio con Rishon LeZion

A Teramo si riaccende il dibattito sul gemellaggio con la città israeliana di Rishon LeZion

La Cgil ha deciso di promuovere una petizione popolare per chiederne l’annullamento, dopo che – a suo dire – l’amministrazione comunale non ha dato seguito a un orientamento espresso nei mesi scorsi. La richiesta di interrompere il rapporto istituzionale con la municipalità israeliana era stata avanzata tempo fa dalla Casa del Popolo e da alcuni esponenti della maggioranza consiliare. In quell’occasione il sindaco Gianguido D’Alberto aveva manifestato apertura verso la proposta, ma da allora non sono stati adottati provvedimenti formali. Per questo i vertici locali della Cgil – Alessandra Palombaro, Pancrazio Cordone, Natascia Innamorati e Mauro Pettinaro – si sono costituiti in comitato promotore, come previsto dal regolamento comunale sugli strumenti di partecipazione, e hanno depositato in municipio una proposta di delibera di iniziativa popolare finalizzata alla revoca del gemellaggio. Secondo il sindacato, l’iniziativa nasce dalla forte preoccupazione per quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza e nei territori palestinesi, dove – si legge nel testo – sarebbero documentate gravi e ripetute violazioni dei diritti umani a danno della popolazione civile. In questo contesto, il mantenimento del patto di amicizia con Rishon LeZion viene giudicato non più sostenibile sul piano etico e politico. Nel documento si sottolinea inoltre che non risulterebbero prese di posizione pubbliche, né formali né simboliche, da parte dell’amministrazione della città israeliana rispetto alle scelte del governo di Tel Aviv. Continuare il gemellaggio, secondo i promotori, potrebbe essere interpretato come una legittimazione indiretta di tali politiche. Teramo, richiamano i promotori, è una comunità con una tradizione democratica e antifascista che non può rimanere indifferente davanti a presunte violazioni dei diritti fondamentali.
Il comitato punta ora a raccogliere almeno 250 sottoscrizioni, numero necessario per portare la proposta all’esame del consiglio comunale e aprire un confronto istituzionale sulla possibile interruzione del rapporto tra le due città.