Il Convitto Delfico, chiuso da oltre un anno, sarebbe stato oggetto di accessi non autorizzati
È quanto emerso dall’ultimo sopralluogo effettuato da carabinieri e vigili del fuoco, intervenuti su richiesta della dirigente scolastica Daniela Baldassarre dopo alcune segnalazioni di luci accese e finestre aperte nei giorni scorsi. L’edificio, chiuso ormai da più di un anno, era stato notato con luci accese e finestre aperte nelle prime ore del mattino, circostanza che aveva fatto scattare l’allarme. Una prima ispezione serale, svolta la scorsa settimana con le forze dell’ordine, aveva fatto ipotizzare la presenza di animali come piccioni o pipistrelli. Il controllo più approfondito di ieri ha invece restituito un quadro diverso: all’interno del palazzo sono state rilevate orme e altri segni riconducibili a presenze umane. Gli accessi sarebbero avvenuti da un ingresso secondario sul retro della struttura.
«Abbiamo controllato ogni ambiente e riscontrato tracce evidenti di intrusione», ha spiegato Baldassarre. «Per fortuna non risultano ammanchi, ma quanto emerso è stato formalmente trasmesso ai carabinieri».
Le prime segnalazioni risalgono a qualche giorno fa, quando un commerciante della zona, intorno alle sei del mattino, aveva notato luci accese e infissi spalancati nonostante le utenze fossero state disattivate in precedenza. Il giorno successivo la dirigente aveva richiesto un primo intervento delle forze dell’ordine, rivolgendosi poi alla Procura per ottenere l’autorizzazione a un’ispezione più dettagliata. Al termine del sopralluogo di ieri sono state ulteriormente rafforzate le misure di chiusura di porte e finestre.
L’episodio ha riacceso in città l’attenzione sulle condizioni dell’immobile chiuso da oltre un anno. Su questo punto, però, la dirigente ha tenuto a precisare che la Provincia si è da subito attivata per garantire soluzioni agli studenti e per velocizzare le procedure necessarie all’avvio degli interventi indispensabili per il rientro nella scuola di piazza Dante