A Teramo il tribunale ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a risarcire un insegnante di religione precario da vent’anni
Dal 2006 il docente lavora con contratti a tempo determinato, rinnovati di volta in volta ancora oggi. Per la legge, che prevede concorsi triennali per i docenti di religione, quando le proroghe superano i 36 mesi si verifica un abuso della forma contrattuale. Alla luce di questo, dopo le recenti pronunce della Cassazione, la giudice Daniela Matalucci ha accolto le ragioni dell’insegnante, assistito dall’avvocata Francesca Scarpantonio.
«La Cisl sta promuovendo anche altre cause come la Carta docenti, la reiterazione dei contratti, le ferie maturate non godute -. afferma il segretario Cisl Scuola di Teramo Luigi Ginaldi – Adesso si aprirà un nuovo filone perché anche gli insegnanti di sostegno che restano nella medesima scuola per poi di tre anni hanno diritto al risarcimento in base ad una sentenza della comunità europea. La Cisl si sta muovendo per aiutare tutti i precari a stabilizzarsi perché il governo deve sistemare tutti i precari nel più breve tempo possibile».
La sentenza ha riconosciuto al docente il diritto ad essere risarcito dal ministero con 13 mensilità, che corrisponde a circa 25.000 euro. Oltre all’abusiva reiterazione dei contratti a termine, la posizione dell’insegnante è stata penalizzata anche dalla mancata indizione di concorsi riservati ai docenti di religione.
«La norma prevede che ogni tre anni occorre fare dei concorsi, ma l’ultimo per quelli dei docenti di religione cattolica è stato fatto nel 2024, mentre quello precedente nel 2004, a distanza di vent’anni” – afferma Ginaldi – “Per questo il ministero viene condannato sistematicamente per risarcire il danno a tutti gli insegnanti di religione cattolica. Questa sentenza farà giurisprudenza perché non verrà impugnata, in quanto la comunità europea ha già condannato l’Italia negli anni passati per la reiterazione dei contratti».