Teramo, emergenza casa: il Sicet accusa il Comune di immobilismo

A Teramo l’emergenza abitativa resta senza una regia politica e senza un tavolo di confronto operativo

È l’accusa lanciata dal Sicet, il sindacato inquilini della Cisl, che parla di Osservatorio permanente fermo e di assenza di misure strutturali da parte dell’amministrazione guidata dal sindaco Gianguido D’Alberto.

«Il tema continua a rimanere privo di risposte strutturali e di un confronto stabile con le parti sociali», afferma Di Berardo.

Il riferimento è in particolare all’Osservatorio permanente sull’emergenza abitativa, organismo pensato per monitorare i bisogni e costruire soluzioni condivise, che – stando al sindacato – si sarebbe di fatto arenato dopo un unico incontro convocato dall’assessora alle politiche abitative, Stefania Di Padova. Al tavolo avevano partecipato i rappresentanti delle principali sigle degli inquilini – Sunia, Sicet, Uniat e organizzazioni autonome – ma, denuncia il Sicet, non vi sarebbe stato seguito.

«L’interruzione del confronto ha bloccato uno strumento essenziale per programmare interventi efficaci», sostiene Di Berardo.

Il sindacato descrive una situazione sociale in peggioramento: persone costrette a dormire nei pressi della stazione ferroviaria o in strada, esposte al freddo e a condizioni di forte precarietà, e nuclei familiari fragili in attesa di soluzioni che tardano ad arrivare. Nel mirino torna anche la vicenda di via Longo, dove immobili annunciati come oggetto di recupero per finalità sociali non sarebbero ancora stati restituiti alla collettività.

«Mancano una pianificazione dettagliata, tempi certi, indicazioni sulle risorse disponibili e sugli obiettivi degli interventi», rileva il Sicet, sottolineando come il patrimonio inutilizzato potrebbe rappresentare una leva concreta per affrontare l’emergenza.

Federico Di Luigi: