Teramo, dopo 33 anni si ferma il MaggioFest

Per la prima volta dopo 33 anni la primavera teramana resterà senza il MaggioFest

Lo storico festival multidisciplinare ideato da Silvio Araclio non si svolgerà nel 2026, interrompendo una continuità che durava dal 1992 e che aveva reso la rassegna uno degli appuntamenti culturali più riconoscibili della città. Negli anni il MaggioFest ha portato a Teramo spettacoli teatrali, concerti, cinema, danza e incontri con artisti italiani e internazionali, trasformando il mese di maggio in un periodo centrale per la vita culturale cittadina. Un’esperienza nata all’interno del percorso di Spazio Tre e cresciuta fino a diventare un riferimento anche fuori dall’Abruzzo.
Quest’anno, però, il festival si prende una pausa. «È una scelta legata soprattutto alla necessità di rallentare», spiega Araclio, che parla di un “anno sabbatico” dopo oltre trent’anni di organizzazione quasi ininterrotta.  Alla base della decisione ci sarebbero il peso organizzativo della manifestazione e la volontà di ripensarne la struttura futura. Una scelta sulla quale incide anche la persistente carenza di spazi teatrali in città, una criticità ormai diventata strutturale nel panorama culturale teramano.
L’assenza della rassegna segna un vuoto evidente nel calendario culturale cittadino. Per molti anni il MaggioFest aveva infatti colmato una mancanza di eventi nel periodo primaverile, coinvolgendo artisti, compagnie e operatori culturali provenienti da diverse realtà nazionali. Una manifestazione costruita spesso con risorse limitate ma capace di consolidare nel tempo una propria identità.
Secondo Araclio, il silenzio attorno allo stop del festival è stato sorprendente. «Da fuori città in molti mi hanno chiesto perché il MaggioFest non ci sia», osserva il regista, sottolineando come la manifestazione fosse considerata da numerosi artisti anche un’importante occasione di visibilità e confronto.
La pausa, comunque, non viene letta come una chiusura definitiva. L’intenzione sarebbe quella di concentrare le energie su “Scena d’Autunno”, altra rassegna storicamente legata a Spazio Tre, immaginando in futuro una proposta culturale diversa e più sostenibile dal punto di vista organizzativo.
Dopo 33 edizioni consecutive, il MaggioFest esce quindi temporaneamente di scena, lasciando aperta la possibilità di una futura trasformazione

Federico Di Luigi: