Teramo, Delfico: chiuse le indagini, confermate le accuse ai tecnici

A Teramo si chiude l’inchiesta sul Convitto Delfico e si apre una nuova fase giudiziaria in una vicenda che da quasi un anno e mezzo è al centro dell’attenzione cittadina

La Procura sta notificando in questi giorni l’avviso di conclusione delle indagini preliminari: il pubblico ministero Davide Rosati ha confermato le accuse nei confronti di tre tecnici della Provincia, indagati per omissione di lavori in edifici che minacciano rovina, fattispecie prevista dall’articolo 677 del codice penale. Si tratta di una contravvenzione punita con una sanzione amministrativa pecuniaria.
Il procedimento trae origine dal sequestro preventivo disposto nell’ottobre 2024 dal tribunale teramano, che aveva dichiarato l’inagibilità dello stabile di piazza Dante. Da quel momento si sono susseguiti ricorsi e contro-ricorsi, fino all’ultima istanza di revoca della misura cautelare reale, respinta nel dicembre scorso. L’edificio, a oggi, resta sotto sequestro.
La vicenda è approdata anche davanti alla Corte di Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dalla Provincia, confermando la legittimità del provvedimento. Nelle motivazioni, i giudici hanno ritenuto corretto l’operato del tribunale sotto il profilo normativo e della proporzionalità della misura, richiamando in modo puntuale lo studio del comitato tecnico incaricato delle verifiche.
Con la chiusura delle indagini ora la Procura dovrà valutare se procedere con la citazione diretta a giudizio. Nel frattempo, il Convitto Delfico resta inutilizzabile, simbolo di una vicenda giudiziaria e amministrativa che continua a dividere e interrogare la comunità locale.