Teramo, Asp1 stipendi a rischio: il commissario Canzio rassicura

Si cerca una soluzione per garantire la regolare erogazione degli stipendi ai lavoratori delle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto dell’Asp1

La problematica  è emersa durante un incontro tra sindacati e cooperative che gestiscono le strutture, secondo quanto riferito le cooperative in questione avrebbero manifestato “difficoltà nel pagare lo stipendio di aprile”, alimentando forte tensione tra i lavoratori del comparto socioassistenziale. Per questo le organizzazioni sindacali hanno chiesto che il pagamento venga garantito entro il 20 maggio, sottolineando come gli operatori “assicurino un servizio fondamentale per la comunità della provincia di Teramo”.
In caso contrario, le sigle sono pronte a proclamare lo stato di agitazione concedendo alle cooperative soltanto 24 ore di tempo per verificare l’effettivo accredito delle somme. Se la situazione non dovesse risolversi, il passo successivo sarà lo sciopero. Sulla vicenda è intervenuto il commissario dell’Asp1 Roberto Canzio, che ha voluto fare il punto precisando che ad oggi il problema riguarda esclusivamente gli otto dipendenti diretti dell’Asp 1 e non i lavoratori delle cooperative, che finora “hanno percepito regolarmente gli stipendi”.
“Il prossimo stipendio delle cooperative scadrà il 20 maggio, quindi oggi non possiamo dire che non verrà pagato”, ha spiegato il commissario, aggiungendo che per i dipendenti Asp il blocco dei pagamenti sarebbe dovuto a un momentaneo congelamento delle somme disponibili. “A differenza del passato, oggi i soldi ci sono ma sono temporaneamente bloccati”, ha affermato.
Secondo Canzio, il nodo nasce da un contenzioso che avrebbe avviato un decreto ingiuntivo nonostante un piano di rientro già in corso. L’Asp1 ha presentato opposizione, sostenendo che mancherebbero documenti fondamentali a supporto del credito richiesto. Parallelamente, sarebbero già in corso interlocuzioni con l’istituto bancario coinvolto e con i rispettivi legali per arrivare rapidamente allo sblocco delle somme.
Il commissario ha inoltre tracciato un quadro più ampio sullo stato finanziario dell’ente, evidenziando come la situazione attuale sia “completamente diversa rispetto al passato”. Quando si è insediato, ha spiegato, “non c’era nulla in cassa e nessuna prospettiva”. Oggi invece sarebbe stato avviato un piano di risanamento basato sul contenimento dei costi e sullo sviluppo di nuove attività, senza aumentare le rette a carico delle famiglie.

Federico Di Luigi: