Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 33enne albanese arrestato dalla Polizia di Teramo con 114 chilogrammi di varie sostanze stupefacenti
I dettagli dell’importante operazione antidroga sono stati diffusi ieri in conferenza stampa. Il blitz ha portato al sequestro di 114 chili di sostanze stupefacenti nell’abitazione del 33enne albanese residente in Val Vibrata. L’uomo sarebbe un piccolo imprenditore edile, padre di quattro figli, ma potrebbe risultare collegato ad un contesto criminale più ampio, riconducibile alla mafia albanese. Si stima che il valore complessivo della droga sequestrata sia di circa 5 milioni di euro.
Il cittadino albanese aveva piccoli precedenti penali. La droga è stata rinvenuta in più punti della sua abitazione, a Nereto. In particolare, circa 30 chili di cocaina pura sono stati trovati all’interno di due fusti interrati nel giardino dell’abitazione,
assieme a un involucro contenente eroina, circa 3 chili. Nascosti in una rimessa per gli attrezzi anche 70 chili di hashish, occultati accuratamente all’interno di confezioni suddivise in panetti.
Il pm di turno, Greta Aloisi, ha contestato all’uomo il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. L’indagato è ritenuto un personaggio di primo piano di un’organizzazione malavitosa sulla quale sono in corso ulteriori indagini, anche volte ad accertare possibili legami con la mafia albanese.
Ieri in conferenza stampa il procuratore capo di Teramo, Ettore Picardi, il questore Pasquale Sorgonà e il dirigente della Mobile Caleb Brustenga hanno ribadito che l’abitazione di Nereto era un hub di distribuzione dello stupefacente. A confermarlo è il ritrovamento e contestuale sequestro anche di circa 30 chili di sostanze per il taglio degli stupefacenti, due bilancini digitali, una macchina per il confezionamento di involucri sottovuoto, una pressa idraulica e altro materiale utile.
Le indagini si concentrano adesso sul alcuni elementi utili rinvenuti nella stessa abitazione, tra cui un’agenda che potrebbe rivelare movimenti finanziari, nominativi e contatti organizzativi del cittadino albanese. Arrestato e rinchiuso nel carcere di Castrogno, nell’interrogatorio di ieri si è avvalso della facoltà di non rispondere.
