Questa mattina nell’area dell’ex Manicomio Sant’Antonio Abate il Rettore dell’Università degli Studi di Teramo Christian Corsi ha aperto ufficialmente il cantiere della Cittadella della Cultura. L’avvio dei lavori segna concretamente l’inizio della trasformazione di un luogo simbolo della città in uno spazio dedicato all’alta formazione e alla cultura che definirà il nuovo modello di sviluppo di Teramo città universitaria
“Un passo importante. Sono già al lavoro per trovare finanziamenti per completare la seconda parte. Il mio obiettivo prima della fine del mio mandato di completare anche la seconda parte e restituire alla città di Teramo e all’Università di Teramo il completamento di tutta l’opera che ricordo essere già tutta avallata per tutti i 35 milioni di euro progetto direi storico sia per l’università di Teramo che per la città di Teramo, direi soprattutto per la città di Teramo” – le parole del Rettore dell’Università degli Studi di Teramo Christian Corsi.
Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati gli interventi oggetto dei lavori nel primo lotto funzionale e la visione strategica dell’Ateneo per la realizzazione dell’opera. Il primo lotto ospiterà il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e di Scienze Politiche, ma anche dei laboratori di intelligenza artificiale aperti fino a mezzanotte. I lavori saranno conclusi entro 3 anni.
“L’università come istituzione di questo territorio offre un progetto di sviluppo per il territorio. Confermo la disponibilità del sottoscritto che, qualora ad esempio il tribunale volendo creare la Cittadella Giuridica all’interno del Dipartimento di Giurisprudenza, le nostre porte sono assolutamente aperte, creando il polo giuridico di un dipartimento all’interno di un tribunale. Credo che questo sia davvero un modello molto importante molto rivoluzionario e molto moderno. Credo fermamente che il futuro di questa città lo debbano scegliere i giovani e le istituzioni devono mettersi a disposizione per realizzare quello che i giovani vogliono nella propria città e quindi immaginare Teramo 2040/2050 e dobbiamo decidere oggi che città vogliamo tra vent’anni” – ha concluso Corsi.