Teramo: progetto della Provincia contro il disagio giovanile

La Provincia di Teramo è risultata vincitrice del bando nazionale UPI “Province X Giovani” con il progetto “Ti vedo ma non ti conosco”, finanziato con 137.500 euro

L’iniziativa, della durata di 18 mesi, coinvolgerà circa 60 mila giovani tra i 14 e i 35 anni della provincia di Teramo, grazie a un ampio e qualificato partenariato istituzionale e sociale. Il progetto nasce dall’analisi di un contesto complesso: se da un lato la provincia registra buoni indicatori occupazionali giovanili e una qualità della vita generalmente positiva, dall’altro persistono forti squilibri tra capoluogo e centri minori, soprattutto nelle aree interne, colpite da spopolamento, carenza di servizi, isolamento sociale e mancanza di spazi di ascolto e supporto psicologico per adolescenti e giovani adulti.

A queste criticità si aggiungono un preoccupante aumento della violenza, in particolare verso minori e donne, e una crescita di episodi legati a differenze sociali, culturali e religiose, sintomo di un disagio relazionale diffuso tra le nuove generazioni.

Proprio su queste radici della violenza interviene il progetto “Ti vedo ma non ti conosco”, che propone l’educazione all’affettività come chiave educativa. Vedere l’altro non basta: riconoscerlo è il primo passo per prevenire la violenza. Educare all’affettività significa anche valorizzare le differenze, considerandole come risorsa e non come barriera.

Oggi ragazzi e adulti condividono spazi fisici e digitali, ma spesso non si incontrano davvero: l’altro viene ridotto a un’etichetta – “il diverso”, “lo straniero”, “la ragazza”, “il compagno debole” – su cui si proiettano paure e stereotipi. La mancata alfabetizzazione emotiva, la scarsità di momenti strutturati di confronto e la difficoltà degli adulti nel presidiare i confini educativi generano relazioni superficiali e polarizzate, in cui esclusione, umiliazione e violenza diventano più frequenti del riconoscimento e della cura.

Su questo terreno si innesta la crescita di forme di violenza fisica, psicologica, digitale, di genere e legata alle differenze sociali, culturali e religiose. I dati nazionali evidenziano che quasi il 40% degli studenti tra i 15 e i 19 anni ha partecipato a risse, il 12% a violenze di gruppo e oltre il 6% ad atti di danneggiamento di beni pubblici o privati. Crescono anche l’uso di armi, le aggressioni verso figure di autorità e la violenza online, come cyberbullismo, revenge porn ed esclusione mirata dai gruppi.

Con il bando UPI, la Provincia di Teramo intende intervenire in modo strutturato sulle cause del disagio giovanile, promuovendo una cultura delle relazioni basata sul rispetto, il riconoscimento reciproco e il valore delle differenze. In questo percorso, le scuole del territorio avranno un ruolo centrale come contesti fondamentali per l’avvio di progetti pilota.