Tekne Ortona: futuro meno incerto, ma prossimi mesi cruciali

Un vertice sostanzialmente interlocutorio quello di ieri a Roma per quel che riguarda la cessione della Tekne di Ortona. Ora spetta al Governo sciogliere le riserve per decidere quale futuro per un’azienda assolutamente strategica per il settore difesa.

C’erano anche i delegati nazionali della Fiom Cgil, oltre a quelli locali e alle RSU Tekne, ieri a Roma nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in Via Molise , oltre al dirigente del Ministero Mattia Losego e al sottosegretario, l’aquilana Fausta Bergamotto, nel vertice sul futuro della importante azienda di Ortona, specializzata nella produzione di dispositivi per la difesa. Sul tavolo il futuro di almeno 200 lavoratori che appare, dopo la preoccupante crisi di qualche mese fa, meno nuvoloso. L’ostacolo da superare riguarda il parere del Governo, rispetto al concreto interesse dell’americana Nuburu di acquisire il 70% delle quote, dal patron D’Arezzo, ben oltre l’attuale 2,9. Su questo accordo pesa, però, il golden power scattato lo scorso agosto rispetto ad alcuni dubbi manifestati dal Ministero della Difesa e i cui dubbi sono al momento secretati. Dal vertice di ieri non è emersa, tuttavia, una totale indisponibilità del Governo a valutare l’interesse della Nuburu, ma vanno fatte ulteriori valutazioni:

“Se non ci fosse stata l’iniziativa della Nuburu che si è mostrata generosa negli investimenti, nonostante la minima quota del 2,9% – spiega Andrea De Lutiis della Fiom Cgil di Chieti – la Tekne avrebbe già chiuso i battenti. Capiamo, però, anche le perplessità del Governo, ma è necessario trovare a breve una strada per garantire tranquillità ai lavoratori. Il Piano americano, al momento, è quello più concreto, con un finanziamento soci di complessivi 17 milioni circa, una cifra che sta assicurando continuità di produzione, ma Nuburu è disposta anche ad andare oltre, mentre dal Ministero, ci risulta, si sta anche valutando l’ipotesi di una partecipazione statale con Invitalia, se fosse vero ci aspettiamo che venga fornito un piano credibile. Ciò che è certo è che il tempo stringe e che i prossimi due mesi saranno cruciali per individuare una soluzione che accontenti tutti.”