Si è concluso con una formale dichiarazione di insoddisfazione il tavolo di conciliazione presso la Prefettura di Chieti tra i sindacati FP CGIL e UIL FP e i vertici della ASL Lanciano Vasto Chieti. Al centro della vertenza c’è la grave e strutturale carenza di organico che sta stringendo in una morsa i Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico (TSLB) e di Radiologia Medica (TSRM).
A fronte di 33 unità assenti o indisponibili, la Direzione Generale ha autorizzato l’assunzione di sole 14 unità, un numero giudicato ampiamente insufficiente dai rappresentanti dei lavoratori. “Copre meno della metà del fabbisogno”, denunciano Gasbarro (FP CGIL) e Mobilia (UIL FP), sottolineando come anche questo parziale passo avanti sia arrivato solo grazie alla mobilitazione sindacale.
I sindacati contestano duramente la “politica dei due tempi” dell’azienda, che “riduce il personale rinviando a future e incerte riorganizzazioni, e pongono l’accento sul paradosso della Radiologia Domiciliare: un servizio strategico finanziato con i fondi PNRR che rischia di restare al palo prima ancora di nascere a causa del blocco delle assunzioni imposto dai tetti di spesa. Ma la crisi dei tecnici è solo la punta dell’iceberg di una sofferenza organizzativa trasversale che investe infermieri, OSS, ostetriche e amministrativi, aggravata dall’incertezza sui contratti dei lavoratori in somministrazione in scadenza il 30 giugno”. FP CGIL e UIL FP, nel chiedere “un piano straordinario sulle dotazioni organiche, mantengono lo stato di agitazione e si dicono pronte a inasprire le iniziative di protesta se dal prossimo e imminente incontro con la ASL non emergeranno risposte concrete”.