È dedicato a Carmelo Bene l’ultimo appuntamento di stagione di Teatro d’autore. Domani al Florian Espace “Essere o non essere” con Pippo Di Marca
Lo spettacolo “Essere o non essere, in memoriam di Carmelo Bene”, di Pippo Di Marca e Giancarlo Dotto, andrà in scena alle ore 20.45 al Florian Espace di via Valle Roveto, a Pescara. Azione scenica di e con Pippo Di Marca, assistenza tecnica Renato Barattucci, produzione Florian Metateatro. Al termine il post play con i protagonisti.
È l’ultimo appuntamento della stagione 2025/2026 della rassegna Teatro d’Autore e altri linguaggi: un viaggio onirico e carnale nella memoria di Carmelo Bene. Lo spettacolo, firmato da Pippo Di Marca insieme a Giancarlo Dotto, non è una semplice biografia scenica, ma un atto d’amore e di testimonianza dedicato ad uno dei protagonisti dell’avanguardia teatrale italiana. Attraverso il corpo e la voce di Di Marca, si ripercorrono i momenti salienti della vita e della poetica del genio salentino, spingendosi fino agli anni dell’isolamento e della malattia.
«Carmelo Bene lo conobbi nel ’66, nel camerino del Teatro delle Muse, al termine di un memorabile Il rosa e il nero». Da quel primo incontro Tra Di Marca e Bene emerge il ritratto di un artista debordante, capace di imporre la sua presenza scenica con una forza ipertrofica, carnale, fisica e straordinaria.
«Un gigante del teatro italiano del Novecento, un maestro inimitabile e irraggiungibile, ma anche un “maestro negato”, perché il suo magistero, come quello dei veri grandi, è unico e intrasmissibile. – si legge nelle note sullo spettacolo -. “Essere e non essere” nasce così come un atto di memoria viva, scenica e poetica: il bisogno di continuare a parlare di Carmelo Bene, di raccontarlo, di restituirne la grandezza artistica senza dimenticarne l’umanità, la fierezza e la fragilità, accentuate nei lunghi ultimi anni di malattia e volontario autoesilio.
Un lavoro che Pippo Di Marca condivide con Giancarlo Dotto, senza dubbio tra gli amici e sodali più vicini a Carmelo Bene nel corso della sua vita. Lo spettacolo custodisce e trasmette un patrimonio artistico che rischia di perdersi nell’oblio, riaffermando la necessità di guardare ai maestri per comprendere il presente della scena contemporanea.
Il pubblico è invitato a partecipare a questa cerimonia della memoria, dove il teatro si riappropria della sua funzione rituale e sacrale. Essere e Non Essere è un invito a non dimenticare, a celebrare la bellezza della parola nuda e la forza di un teatro che non ha paura di misurarsi con l’abisso».
Pippo Di Marca ha origini siciliane, ma vive e lavora a Roma dagli anni ’60. Nel 1969 esordisce come attore ne L’imperatore della Cina di Ribèmont-Dessaignes. Nel 1971 fonda la Compagnia del Meta-Teatro. Sviluppa un teatro aperto, visionario e totale, contaminato da surrealismo, dadaismo, Fluxus e arti visive. I suoi maestri ideali: Lautréamont e Duchamp.
Ha diretto oltre 60 spettacoli, tra cui Il conte di Lautréamont, Salomé abstraction, Carmen, Hedda Gabler, Aspettando Godot, Finale di partita, Vecchi tempi e una tetralogia su Roberto Bolaño (primo in Italia). Si è misurato con Shakespeare, Beckett, Ibsen, Cechov, Strindberg, Pirandello, Pinter, Gadda, Kafka, Bernhard.
Dal 2015 la sua compagnia confluisce nel Florian Metateatro, di cui attualmente è condirettore. Le sue opere sono state rappresentate in festival italiani e internazionali (MOMA, Nancy, Avignone, Caracas, Oslo, Philadelphia Museum). È attore per Bellocchio (Il Traditore) e Germano (Così è). Ha realizzato regie radiofoniche Rai, video-teatro, documentari televisivi. Autore di numerosi libri, tra cui Sotto la tenda dell’avanguardia (Titivillus, 2014), adottato in corsi universitari. Ha pubblicato su Patalogo, Sipario, Alfabeta, Ridotto. È una voce del Dizionario dello Spettacolo del ‘900.