Sulmona: ancora inutilizzato il nuovo canile, firme e sit-in

Il Comitato Tutela Cani Peligni annuncia due sit-in con raccolta firme per chiedere la riapertura del canile comunale di Sulmona, ancora inutilizzato. Solidarietà da Franz Di Cioccio

Gli appuntamenti si terranno entrambi dalle 10:00 alle 13:30, il primo domani a Sulmona, in Corso Ovidio, angolo scalinata di Piazza Garibaldi. Il secondo sit-in si si svolgerà dopodomani, domenica 4 gennaio 2026, a Pratola Peligna, in piazza Madonna della Libera.

“Nonostante i lavori di ristrutturazione e di messa a norma del canile siano stati completati da tempo (con un investimento di 150.000 euro di risorse pubbliche), – si legge nella nota del Comitato – i randagi del nostro territorio rimangono attualmente detenuti presso la struttura privata di Collelongo. Le condizioni sono indecorose, come recentemente documentato dalla trasmissione di Rai3 Indovina chi viene a cena. Per di più è stato diramato un avviso pubblico di manifestazione di interesse finalizzato all’affidamento dei cani a strutture esterne per tutto l’anno 2026.

Una scelta che solleva interrogativi ineludibili sul modello di gestione del randagismo adottato dall’attuale amministrazione e che alimenta il concreto rischio di una sottrazione al controllo pubblico, con la trasformazione di un servizio essenziale in un business privato”.

Il Comitato chiede inoltre che, in attesa della riapertura del canile di Sulmona, l’affidatario temporaneo dei randagi garantisca loro condizioni di vita dignitose e, soprattutto, consenta ai volontari di vigilare e di operare attivamente sulle adozioni, vera salvezza per questi animali e, al tempo stesso, vantaggio economico per l’intera collettività.

“La chiusura del canile comunale – prosegue la nota – si inserisce nel un quadro di un progressivo impoverimento della Valle Peligna, segnato da scelte che da anni producono un evidente decadimento sociale, economico e ambientale:

● la chiusura di fabbriche e attività produttive e la conseguente perdita di posti di lavoro, nell’indifferenza delle istituzioni;
● l’assenza di investimenti strutturali e lungimiranti in ambito culturale;
● lo stato di abbandono di Palazzo Portoghesi, ex sede del Centro Servizi Culturali, e la mancata realizzazione dell’annunciata aula studio;
● la devastazione del territorio legata alla costruzione della centrale Snam, con l’abbattimento di centinaia di ulivi e la cancellazione di un sito archeologico datato all’Età del bronzo;
● l’ampliamento della discarica di Noce Mattei, i cui miasmi raggiungono le abitazioni della zona delle Marane;
● il progetto di realizzazione di un inceneritore.

Scelte che alimentano, tra i cittadini, la percezione di un territorio considerato esclusivamente come area di servizio (se non sfruttamento), chiamato a sopportare impianti e sacrifici funzionali al resto della regione e al profitto dei privati, senza un adeguato riconoscimento del diritto alla qualità della vita, alla tutela ambientale, a servizi pubblici efficienti e a processi decisionali realmente condivisi.

In questo contesto, la battaglia per la riapertura del canile comunale assume un significato che va oltre la singola vertenza: essa interroga il modello di città e di territorio che si intende costruire. Un territorio capace di prendersi cura dei più deboli (animali e persone) e della felicità dei suoi abitanti, oppure un territorio da sfruttare, privatizzare e progressivamente abbandonare”.

Il Comitato segnala con gratitudine il sostegno del pratolano Franz Di Cioccio, batterista e voce della Premiata Forneria Marconi, da tempo vicino alle lotte per la tutela dei randagi di Sulmona e dell’Abruzzo, che ha espresso pubblicamente la propria solidarietà all’iniziativa.