Nuove aggressioni in carcere a Sulmona e L’Aquila

L’OSAPP Polizia Penitenziaria denuncia l’aggressione subita da un collega nel carcere di Sulmona. Aggressione anche a L’Aquila, nel carcere minorile

L’ennesima aggressione in carcere vede protagonista un giovane detenuto campano, già protagonista di episodi analoghi, almeno tre nella stessa casa di reclusione di Sulmona. La vittima dell’aggressione odierna è un appartenente del corpo della Polizia Penitenziaria. Solo la prontezza di riflessi e il tempestivo intervento di un secondo poliziotto hanno impedito al  detenuto di colpire con una ginocchiata il poliziotto già caduto a terra. L’Osapp ha chiesto rinforzi, almeno 50 unità solo a Sulmona, e pene esemplari per gli aggressori.

“Questo ultimo episodio riporta alla luce, a poche ore dalla fine di questo 2025, la situazione delle carceri abruzzesi.
Negli ultimi mesi c’è stato un ulteriore incremento della presenza di detenuti, in alcuni casi quasi doppia rispetto alla capienza regolamentare, a fronte di una carenza di poliziotti che sfiora percentuali tra le più alte in Italia.
Basti pensare che, rimanendo alla situazione della casa reclusione di Sulmona, per un incremento di circa il 50% di
reclusi abbiamo avuto un incremento di poliziotti che si attesta al 20% sulla carta, ma nella realtà a circa il 10%.
Questo dato dovrebbe far riflettere, soprattutto se poi va a incidere sulla gravità e sul numero degli eventi critici che
si susseguono.

La problematica vede un’amministrazione sorda rispetto a tutte le sollecitazioni che vengono dalle direzioni degli
istituti e dai sindacati. Purtroppo si ha anche la sensazione che la politica, in particolare quella locale, eviti di esporsi, lasciando gli istituti al margine degli interessi dell’azione politica.

La casa di reclusione di Sulmona di fatto è una delle strutture più grandi in Italia per la tipologia di ristretti presenti,
e insieme alla casa circondariale di L’Aquila rappresenta un polo di prim’ordine. Per tanto si crede opportuno che
la politica abruzzese si faccia carico di rappresentare nelle sedi ministeriali e dipartimentali la richiesta di
assegnazione di un contingente di personale sufficiente ai gravosi compiti che si devono svolgere.

Come sindacato di Polizia Penitenziaria continueremo a chiedere un’incremento di almeno 50 unità presso la casa di reclusione di Sulmona e continueremo a chiedere pene esemplari da applicare in tempi strettissimi per i ristretti che si macchiano di aggressioni in istituti”.

E stamane una nuova aggressione ad un poliziotto penitenziario si è registrata nel carcere minorile dell’Aquila. Gli autori sarebbero gli stessi che una settimana fa aggredirono altri tre agenti dello stesso istituto.

Per  i segretari nazionali della Federazione Sindacale CNPP-SPP di categoria Mauro Nardella e Giuseppe Merola, “è nata male e sta proseguendo evidentemente peggio l’avventura di quei pochi poliziotti chiamati a gestire al ritmo di turni finanche di 12 ore un istituto riaperto sotto una cattiva stella”.

“La situazione è al collasso prima ancora che si possa tracciare un minimo bilancio delle attività amministrative dell’IPM. Abbiamo un cattivo presentimento e cioè che se presto non si farà qualcosa, più che una realtà votata alla rieducazione, quella degli Istituti di pena per minori in generale, e dell’Aquila in particolare, potrebbero presto trasformarsi in autentiche università del crimine. Maggiori risorse, aumento degli organici, trasferimento immediato dei riottosi e il rimpatrio dei detenuti extracomunitari sono solo alcune dei suggerimenti che avanziamo perché dopo quello che sta succedendo è giunto davvero il momento di dire basta!”.

Marina Moretti: