Anche a Pescara nasce il Nucleo d’ascolto corpi militari e civili per contrastare il preoccupante fenomeno dei sucidi in divisa
Agenti in servizio e in congedo, uomini e donne che dedicano la loro vita al servizio di un’uniforme. Persone provenienti da tutti i Corpi, militari e civili, che hanno deciso di mettersi a disposizione di colleghi e colleghe per contrastare un fenomeno che preoccupa ogni giorno
di più, quello dei suicidi in divisa.
Si chiama Nucleo d’ascolto corpi militari e civili ed è l’iniziativa di un gruppo interforze di appartenenti, o ex, a tutti i Corpi presenti sul territorio nazionale. Il gruppo ha deciso di creare una rete informale di auto aiuto, mettendo a disposizione le proprie competenze personali.
Nel Nucleo sono convogliate le esperienze professionali di chi ha deciso di aderire, dai laureati in psicologia o sociologia a quelli in criminologia o scienze sociali.
«Altri – spiega Alessandra Renzetti, referente pescarese del Nucleo – sono specificatamente formati nell’ascolto attivo e nella mediazione. Altri si occupano della logistica e della gestione generale. Siamo persone che sanno cosa significa stare in servizio ed affrontare quotidianamente ostacoli e difficoltà. Il Nucleo si avvale, inoltre, di psicologi volontari esterni pronti a intervenire subito, nei casi di particolare gravità, come primo supporto.
Ciò che ci rende una realtà unica, e profondamente diversa da qualsiasi gruppo di auto-aiuto passato, è la nostra totale indipendenza. Non siamo incardinati nelle amministrazioni, non rispondiamo a gerarchie né a organizzazioni di alcun tipo. Abbiamo fatto questa scelta per un motivo preciso: permettere ai colleghi di superare il timore dello stigma sociale e la paura di essere giudicato debole dai superiori. Con noi questo rischio non esiste perché offriamo un porto sicuro, garantendo riservatezza e comprensione tra pari».
Da inizio anno, spiegano gli organizzatori, sono stati già dieci i casi di suicidi in divisa.
«Il punto di non ritorno – continua Renzetti – è stata la tragedia di ottobre scorso quando una collega della Polizia Locale di Frattamaggiore si è tolta la vita all’ottavo mese di gravidanza. Non potevamo più restare a guardare questa emergenza. In Italia assistiamo a un suicidio in divisa ogni sei giorni, in media, un numero significativamente più elevato rispetto al resto della
popolazione. Siamo qui perché, dietro ogni divisa, c’è prima di tutto un essere umano».
Il primo appuntamento pubblico è in programma il 19 marzo a Cepagatti, in provincia di Pescara, dove si terrà il convegno “Eroi feriti: trauma, vittimizzazione e tendenza suicidiaria nei Corpi militari e civili”. Chiunque voglia rivolgersi al Nucleo può contattare il sito www.nucleodascolto.it o i social di riferimento.