Inizieranno a fine febbraio i lavori in via Arno per evitare gli allagamenti e contenere il fiume in questa zona di Spoltore
L’intervento, a cura del Genio Civile, si concluderà in 60 giorni. Ieri mattina il sindaco di Spoltore Chiara Trulli, assieme all’assessore all’ambiente Stefano Burrani e ad alcuni tecnici del Genio Civile della Regione Abruzzo, ha effettuato un sopralluogo in via Arno.
I lavori di miglioramento idraulico sul fiume Pescara inizieranno entro la prima settimana di marzo. L’area interessata è al confine con San Giovanni Teatino, in corrispondenza al punto in cui il fiume si allarga formando un piccolo isolotto. Previste pulizia della lanca fluviale, riprofilatura delle sponde, regolarizzazione e stabilizzazione del fondo e ripristino della sezione idraulica originaria.
«Si tratta di un intervento di straordinaria importanza per la riduzione del rischio di allagamenti, -ha spiegato la sindaca di Spoltore Chiara Trulli – un primo passo importante per attenuare il rischio di esondazione in via Arno».
Il direttore dei lavori Davide Nepaha aggiunto che l’intervento in progetto servirà a garantire il deflusso delle acque in caso di precipitazioni intense.
I diversi sopraluoghi effettuati hanno accertato che l’acqua defluisce con difficoltà per via della folta vegetazione, dei detriti caduti nella sezione idraulica dalle sponde e dalle piccole frane determinate dalle piene avvenute nel corso degli anni. C’è poi lo scarico nel ramo fluviale occluso lato monte, dove ristagna l’acqua e si accumula materiale.
L’importo complessivo dei lavori è di 325mila euro. L’intervento da realizzare si configura come una manutenzione delle sponde e del fondo del fossato attraverso la pulizia della vegetazione infestante, la posa di un rivestimento in funzione anti erosiva e una modesta rimodellazione del corso d’acqua mediante interventi di ingegneria naturalistica e il conseguente allargamento della sezione di deflusso.
Saranno inoltre rimosse alberature, relitti e tronchi, per 200 metri a monte e a valle della lanca fluviale, per evitare che, una volta divelti dall’acqua in piena, possano funzionare come una sorta di tappo dove si accumulano ulteriori arbusti e materiali in grado di trattenere la corrente.
