In tribunale l’orribile vicenda del cane lasciato morire legato ad una catena a Spoltore LNDC Animal Protection chiede una giustizia esemplare: “Opposizione alla messa alla prova per un caso di estrema gravità
Prima udienza oggi al Tribunale di Pescara per il caso del cane lasciato morire di fame e di sete a Spoltore: fatto agghiacciante denunciato da LNDC Animal Protection nell’agosto 2024. L’associazione ha richiesto la costituzione di parte civile e si è opposta alla richiesta di messa alla prova dell’imputato. Prossima udienza il 23 aprile
LNDC Animal Protection è oggi presente alla prima udienza relativa al gravissimo caso di maltrattamento denunciato nell’agosto 2024, dopo la segnalazione di un proprio volontario. “Il procedimento riguarda un cane – riepiloga l’associazione- lasciato morire di fame e di sete, legato ad una catena, sotto al sole all’interno di un terreno di proprietà privata a Spoltore”. Una vicenda particolarmente crudele che aveva immediatamente portato l’associazione a sporgere denuncia alle autorità competenti.
“Il procedimento giunge in aula dopo un decreto penale di condanna che è stato opposto dall’imputato. Quest’ultimo ha presentato richiesta di messa alla prova, chiedendo quindi la sospensione del processo con lo svolgimento di un programma che prevede attività lavorative socialmente utili presso un ente o un’associazione e il versamento di una somma a titolo di risarcimento”.
“Purtroppo assistiamo ancora una volta a una dinamica che si ripete troppo spesso – dichiara Michele Pezone Responsabile Diritti Animali di LNDC Animal Protection. “Anche di fronte a fatti di estrema gravità come questo, molti procedimenti si concludono con la richiesta di messa alla prova. Si tratta di un istituto previsto dalla legge, ma che non è assolutamente proporzionato rispetto alla sofferenza inflitta agli animali”.
LNDC Animal Protection ha rappresentato di volersi costituire parte civile opponendosi alla concessione della messa alla prova, ritenendo che la gravità dei fatti contestati richieda un accertamento pieno delle responsabilità e una risposta giudiziaria adeguata.
Il giudice ha disposto il rinvio al 23 aprile per la valutazione del programma presentato dall’imputato. Tutto lascia intendere che si possa andare verso l’ammissione alla messa alla prova, ma l’associazione auspica un’attenta valutazione sull’ammissibilità di tale istituto in un caso così grave.
“Un cane lasciato morire legato a una catena, senza cibo né acqua, non è una negligenza lieve ma un atto di crudeltà che merita una risposta forte”, commenta Piera Rosati – Presidente di LNDC Animal Protection. “Continueremo a seguire il procedimento con la massima attenzione e a tenere informati i cittadini sugli sviluppi della vicenda, nella speranza che alla prossima udienza
