Sorelline ritrovate: la Procura di Sulmona ipotizza il piano di una fuga all’estero con le sorelline. Al via l’analisi dei telefoni
Secondo quanto riferito dal quotidiano il Centro oggi in edicola, emergono nuovi dettagli investigativi sulla vicenda delle due sorelline prelevate dalla comunità d’accoglienza, i quali avvalorano l’ipotesi di una minuziosa pianificazione finalizzata a una possibile fuga, forse all’estero.
Secondo quanto accertato dalla polizia giudiziaria ed espresso nel decreto di fermo firmato dal procuratore di Sulmona, Luciano D’Angelo (nella foto), e dal sostituto Edoardo Mariotti, sussiste un concreto pericolo di fuga da parte degli indagati, rafforzato dalla complessità delle attività realizzate e dai numerosi tentativi di depistaggio messi in atto. Da quanto si apprende dalle forze dell’ordine, i presunti responsabili avevano acquistato abusivamente a Napoli dieci schede telefoniche, 7 delle quali sono risultate ancora disponibili e pronte all’uso, a riprova del progetto di rendersi irreperibili portando con sé le bambine.
Gli inquirenti escludono l’allontanamento volontario delle due minori dalla struttura “Hope” a cui erano affidate: le ragazze sarebbero state prelevate in tarda notte in piazza del Plebiscito da soggetti presumibilmente identificati nel compagno e nel padre di Valentina D’Acunto. A conferma di ciò, la responsabile della struttura educativa, Francesca Remondi, ha dichiarato agli atti che le giovani non avevano mai manifestato comportamenti simili in passato e che non si sarebbero mai mosse da sole, essendo intimorite dal buio e dagli animali. L’operazione di liberazione, scattata a seguito di un’accelerazione investigativa, ha richiesto l’impiego di un imponente dispositivo di sicurezza che ha visto il coinvolgimento delle aliquote di pronto intervento giunte appositamente da Roma e dal Trentino Alto Adige.
Il comandante provinciale dei Carabinieri dell’Aquila, il colonnello Salvatore Del Campo, ha espresso il proprio plauso per la conduzione delle attività operative in assoluta sicurezza, evidenziando il coordinamento sinergico tra i reparti dell’Arma territoriale di L’Aquila e Latina e il Racis (Raggruppamento Operativo Carabinieri Investigazioni Scientifiche). I risvolti futuri dell’indagine si concentrano ora sull’analisi tecnica dei telefoni cellulari posti sotto sequestro. I militari esamineranno i dispositivi appartenenti alle minorenni – che erano stati lasciati all’interno della struttura il giorno della scomparsa – e i telefoni in uso ai tre arrestati alla ricerca di messaggi o comunicazioni utili a riscontrare l’esatta pianificazione del piano.
Il procuratore D’Angelo ha espresso formale ringraziamento per il lavoro sul campo svolto dal tenente colonnello Luigi Vaglio (reparto operativo L’Aquila), dal tenente colonnello Salvatore Pascariello (reparto operativo Latina) e dal tenente colonnello Samanta Cimolino (reparto analisi criminologiche del Racis), la quale ha effettuato il primo colloquio con le due sorelline dopo la loro liberazione.