Sorelle scomparse in Abruzzo: indagati i responsabili della casa famiglia

Indagati i responsabili della casa famiglia di Civitella Alfedena, da dove sono scomparse da più di una settimana due sorelle di 12 e 16 anni

L’accusa è abbandono di minore, un atto dovuto in seguito alla denuncia presentata ieri dal papà delle due ragazze che accusa la struttura di non aver vigilato correttamente sulle figlie. Il nuovo fascicolo aperto dalla Procura di Sulmona va ad aggiungersi a quello già avviato per sottrazione di minore.

«Da parte nostra c’è sempre stata massima serietà e correttezza gestionale – dichiara all’Ansa Maurizio Volpini, presidente e rappresentate legale di OfH, la società che gestisce la casa famiglia di Civitella Alfedena -. Siamo tranquilli, se è il caso di difenderci lo faremo nelle sedi più opportune».

Sarah e Alisya Di Giacinto si sono allontanate nella notte tra il 6 e il 7 giugno, da allora non si hanno più notizie. Avrebbero lasciato la struttura passando da una finestra danneggiata. Nella denuncia, presentata con l’assistenza dell’avvocato Francesco Riccardi, il padre segnala, tra gli altri aspetti, la presunta assenza di sistemi di allarme e videosorveglianza e le modalità e i tempi con cui sarebbe stata comunicata la scomparsa delle ragazze ai familiari.

Ieri Di Giacinto, insieme al suo legale e alla presidente dell’associazione Penelope, che si occupa di supporto alle famiglie di persone scomparse, ha trascorso l’intera giornata a Civitella Alfedena per seguire le attività legate alle ricerche e agli accertamenti.

Intanto le ricerche proseguono, al momento senza esiti concreti. All’ottavo giorno dalla scomparsa, le indagini si sviluppano non solo nel Lazio, tra Minturno e le altre località di origine della famiglia, ma anche in Abruzzo.

Le attività investigative si concentrano nell’area compresa tra Civitella Alfedena, nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, e le principali arterie di collegamento con i centri vicini. Oggi gli accertamenti sono stati estesi anche alla zona di Passo Godi, nel territorio di Scanno, e lungo le direttrici verso Castel di Sangro e Avezzano.

Gli inquirenti stanno effettuando verifiche e sopralluoghi in grotte, casolari e abitazioni abbandonate, nel tentativo di individuare elementi utili al ritrovamento delle due minorenni. Parallelamente proseguono gli approfondimenti sui contatti, gli spostamenti e le possibili segnalazioni raccolte negli ultimi giorni, nel quadro di un’attività investigativa che al momento non esclude alcuna ipotesi.

Marina Moretti: