Ci vorranno diversi mesi prima che le famiglie evacuate possano rientrare nelle proprie abitazioni, sgomberate in seguito alla frana che ha interessato la parte bassa della strada provinciale 29 per Silvi Paese, all’altezza di via Santa Lucia
Nell’immediato, l’amministrazione comunale ha garantito una sistemazione temporanea ai nuclei familiari coinvolti, inizialmente in strutture ricettive e, per il medio-lungo periodo, in appartamenti. Il sopralluogo congiunto si è svolto questa mattina nei due punti della collina interessati dal movimento franoso, alla presenza dell’assessore regionale ai Lavori pubblici Umberto D’Annuntiis, del sindaco Andrea Scordella, dei tecnici regionali e comunali, della Protezione civile e dei rappresentanti dell’ente locale. L’ispezione ha consentito una prima valutazione delle condizioni del versante e delle ipotesi di intervento necessarie per la messa in sicurezza dell’area.
«La situazione è preoccupante», ha dichiarato l’assessore regionale Umberto D’Annuntiis. «Insieme al Comune e al dirigente del Genio civile di Teramo abbiamo effettuato un primo sopralluogo. Intendiamo procedere subito con lavori di somma urgenza per garantire un primo riparo e, parallelamente, affidare un incarico per la redazione di uno studio progettuale finalizzato alla messa in sicurezza dell’intero territorio. È chiaro che gli interventi immediati verranno eseguiti rapidamente, mentre per la soluzione definitiva servirà più tempo, perché è necessario studiare le cause del dissesto e individuare le soluzioni più adeguate».
Per quanto riguarda le risorse economiche, l’assessore ha chiarito che:
«In questa fase non è la priorità. Prima dobbiamo intervenire per mettere in sicurezza le abitazioni interessate; successivamente, una volta definita la progettazione, individueremo anche i finanziamenti necessari, ma questo non mi preoccupa».
A fare il punto sugli aspetti operativi è stato il sindaco Andrea Scordella, che ha confermato il mantenimento dell’evacuazione.
«È già stata predisposta una prima ordinanza per due abitazioni – ha spiegato – ma stiamo valutando di estenderla anche ad altre due case situate più a valle, lungo il crinale interessato dalla frana. Abbiamo incontrato tutti i residenti e li abbiamo rassicurati: l’amministrazione comunale garantirà un primo intervento di sostegno e assistenza per individuare una sistemazione alternativa».
Il primo cittadino ha inoltre annunciato l’attivazione del Centro operativo comunale (COC) e il coinvolgimento della Protezione civile, che ha già effettuato le prime osservazioni tecniche attraverso un geologo.
«Stiamo richiedendo un supporto più ampio – ha aggiunto – anche per valutare eventuali risorse aggiuntive utili alla sistemazione delle famiglie evacuate».
Particolare attenzione è rivolta anche alla strada provinciale 29, unico collegamento attualmente percorribile per raggiungere Silvi Paese, considerando che l’altra arteria risulta chiusa da circa un anno sempre per una frana.
«Con i lavori di somma urgenza cercheremo di arginare subito il fenomeno più critico – ha concluso Scordella – poi l’intervento interesserà l’intero versante collinare, mettendo in sicurezza non solo le abitazioni ma anche la provinciale. Si tratta di una priorità assoluta, perché Silvi Paese non può rischiare l’isolamento».
Intanto, tra i residenti evacuati e quelli dell’area interessata dal dissesto, la speranza è che gli interventi di messa in sicurezza possano essere avviati e completati nel minor tempo possibile, così da ridurre i disagi e consentire quanto prima un ritorno alla normalità.
