Sulla polemica della palma negata a una coppia di anziani a Pescara interviene la Sib Confcommercio parlando di scelte aziendali legittime ma anche di cattiva gestione della comunicazione.
Il freddo inverno si sente ancora padrone sulla spiaggia di Pescara sferzata dal vento gelido, ma tra qualche giorno con l’arrivo della primavera e si spera con temperature meno rigide, l’arenile prenderà vita con gli ombrelloni colorati che i balneatori cominceranno a piazzare in vista della stagione estiva. Intanto il lavoro, per molti di loro, è già iniziato con l’attività di relazione con la clientela. E proprio in uno di questi incontri, nei giorni scorsi, una coppia di anziani si è sentita, dopo 50 anni, negare la palma in prima fila in un noto stabilimento del centro. Un episodio che ha avuto una eco immediata con un fiume di critiche ai gestori dello stabilimento, pur non essendo, questo, l’unico caso, abbiamo, infatti, ricevuto in questi giorni in redazione segnalazioni di almeno altri tre episodi simili. A riparo da una sorta di linciaggio mediatico giunge, però, la Sib Confcommercio Abruzzo con il presidente Riccardo Padovano che parla di scelta aziendale più che legittima:
“Non mi sento di gettare la croce sull’imprenditore protagonista di questa vicenda – precisa Padovano – rinnovare la clientale rientra nelle facoltà per la gestione dell’azienda. Purtroppo ci si trova spesso a dover fare delle scelte scomode, ma per il bene dell’impresa.”
Ma questo modo di fare non contraddice lo spirito di fidelizzazione tanto sbanbdierato dalla categoria quando si tratta di contestare gli effetti della Direttiva Bolkentsein?
“La direttiva Bolkenstein non c’entra nulla con questa vicenda – spiega ancora Padovano – anzi, con l’arrivo delle multinazionali nel mercato libero che si andrà a creare, accadrà anche di peggio. Piuttosto, ho letto in questi giorni dichiarazioni farneticanti sul demanio pubblico che dovrebbe consentire l’ingresso libero sulle spiagge. Ricordo, a chi sostiene questo, che non c’è un solo stabilimento da Martinsicuro a San Salvo che ha i tornelli all’entrata e che tutti possono accedere gratuitamente, l’affitto stagionale degli ombrelloni è tutt’altra cosa.”
Ma cosa si sente di dire a tutti coloro che vengono penalizzati da simili comprtamenti?
“Che i balneatori devono innanzitutto portare avanti la loro impresa ricorrendo anche a scelte non condivisibili, l’unica critica che mi sento di fare a certi miei colleghi è che potrebbero utilizzare un metodo di comunicazione diverso, invece di ricorrere a trattamenti con la propria clientela un pò discutibili.”
