Il giorno dopo la sentenza del Consiglio di Stato sulle comunali di Pescara, il Tg8 ha ascoltato Carlo Costantini, in corsa per il centrosinistra
Oggi a Pescara la conferenza stampa di Carlo Costantini e dei consiglieri di centrosinistra alla luce della sentenza di ieri del Consiglio di Stato. Il candidato si è tolto qualche sassolino e ha ribadito che il sindaco Masci dovrebbe dimettersi. Accolto positivamente il sostegno di Luciano D’Alfonso alla campagna elettorale di Costantini: “Se Costantini diventa sindaco la Nuova Pescara si farà, altrimenti no” aveva dichiarato D’Alfonso.
“Il sindaco dovrebbe chiedere scusa alla città e ai magistrati del Tar. Il Consiglio di Stato ha certificato la piena correttezza del processo logico e giuridico che ha portato il Tribunale amministrativo di Pescara ad annullare le elezioni. Quindi, Masci e gli esponenti del centrodestra dovrebbero rimangiarsi tutte le accuse che per giorni hanno rivolto agli autori di questa sentenza. Se in 23 sezioni si dovrà rivotare, significa che si sono verificate irregolarità gravissime.
Una cosa è certa e non aggirabile: la responsabilità complessiva del corretto svolgimento del procedimento elettorale ricadeva sul sindaco Carlo Masci, che ha clamorosamente fallito. Solo per questo, in un sistema democratico sano, dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi. Ora si apre una fase nuova. Non solo sul piano elettorale, ma sul piano politico e civico. Pescara ha bisogno di ricostruire un rapporto di fiducia, ascolto e dialogo tra amministrazione pubblica e città reale: commercianti, marineria, imprese, professionisti, categorie sociali. Un dialogo che in questi anni non è mai esistito, esclusivamente a causa dell’arroganza, della presunzione e dell’incapacità di mettersi in discussione del sindaco Masci.
Ci attendono un paio di mesi di campagna elettorale e li affronteremo con determinazione. I numeri dimostrano che il risultato è tutt’altro che scontato: Masci ha evitato il ballottaggio per soli 472 voti. A Pescara il centrosinistra parte da una base del 35%, mentre in Abruzzo, a Chieti e a Teramo, ha vinto al secondo turno partendo dal 21%. Il margine da recuperare è contenuto, soprattutto considerando il numero di elettori che torneranno alle urne e dunque gli scenari sono apertissimi. Tra l’altro queste elezioni non riguardano solo il governo della città ma riguardano anche il futuro dell’intera regione. Dietro questo voto c’è la partita decisiva della Nuova Pescara. Con Carlo Masci sindaco, la Nuova Pescara non si realizzerà mai. I fatti parlano chiaro: ha già chiesto e ottenuto un primo rinvio dal 2024 al 2027 e oggi ne ha richiesto un secondo, dal 2027 al 2029, dimostrando incapacità e totale inadeguatezza rispetto ai tempi e agli impegni assunti con i cittadini. Noi la fusione l’abbiamo ideata e l’abbiamo sempre sostenuta. Sappiamo come realizzarla e sappiamo anche che può essere gestita nei nove mesi che ci separeranno dalla ripetizione del voto all’entrata in funzione operativa della Nuova Pescara, fissata al 1° gennaio 2027. Queste nuove elezioni sono quindi anche un referendum tra chi vuole la Nuova Pescara e chi ha dimostrato, con i fatti, di non volerla”.
