Sant’Omero, cesareo con il padre in sala operatoria: il “Val Vibrata” tra i primi nel Centro-Sud

Ha preso il via all’ospedale “Val Vibrata” a Sant’Omero una nuova e significativa iniziativa nel percorso nascita: la possibilità per i padri di essere presenti in sala operatoria durante il parto cesareo programmato

Un progetto innovativo che colloca la struttura vibratiana tra le prime nel Centro-Sud Italia a compiere questo passo. L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che il taglio cesareo, pur rappresentando spesso una scelta clinica necessaria, viene vissuto dalle madri come un’esperienza più fredda e fortemente medicalizzata. Numerose evidenze scientifiche dimostrano invece che la presenza del padre durante l’intervento contribuisce a ridurre stress e ansia materna, favorendo una percezione più positiva del parto, il rafforzamento del legame familiare e una partecipazione paterna più precoce.
Il progetto è promosso dalla Uos di Ostetricia e Ginecologia ed è reso possibile grazie a un lavoro multidisciplinare che coinvolge il personale ostetrico, le équipe delle Uosd di Anestesia e Rianimazione e di Pediatria, oltre al personale infermieristico del blocco operatorio. È prevista una fase sperimentale della durata di sei mesi, al termine della quale verranno valutati i risultati raggiunti e il livello di soddisfazione sia delle famiglie sia degli operatori sanitari coinvolti.
L’accesso dei padri in sala operatoria è consentito esclusivamente nei casi di taglio cesareo programmato, effettuato in anestesia loco-regionale e in assenza di condizioni di urgenza o emergenza.
La possibilità di presenza è subordinata alla valutazione positiva delle condizioni cliniche della madre e del feto da parte dell’équipe sanitaria e avviene nel rispetto rigoroso del protocollo previsto dal progetto.

Per Alessandro Santarelli, direttore della Uoc di Ostetricia e Ginecologia, «il progetto si inserisce in un percorso di sviluppo e qualificazione delle attività del reparto, che da tempo lavora per migliorare l’organizzazione e la qualità dei servizi offerti. È un’iniziativa innovativa che rafforza un modello assistenziale attento ai bisogni delle famiglie, nel pieno rispetto delle procedure di sicurezza».

«C’è un momento nella vita di una famiglia che resta inciso per sempre: l’istante in cui il bambino nasce. Aprire le porte della sala operatoria ai padri restituisce alla nascita, anche chirurgica, la sua dimensione più autentica, quella relazionale», sottolinea Eleonora Falò, responsabile della Uos di Ostetricia e Ginecologia. «Accanto alla madre il padre non è uno spettatore, ma una presenza fondamentale».

Soddisfazione anche da parte della direzione aziendale. «Questo progetto rappresenta un passo concreto nel percorso di umanizzazione dell’assistenza alla nascita», evidenzia il direttore generale della Asl, Maurizio Di Giosia. «Consentire la presenza del padre durante il taglio cesareo, in condizioni di sicurezza e secondo procedure rigorose, significa riconoscere il valore della dimensione emotiva e relazionale della nascita, grazie alla professionalità delle nostre équipe sanitarie».