Sanità: confronto Ministero-Regioni, il commento di Marsilio

«Ringrazio il ministro della Salute, Orazio Schillaci, per la disponibilità al confronto con i Presidenti delle Regioni: è un momento importante, che può segnare una svolta per la sanità pubblica. L’obiettivo deve essere uno: garantire a tutti i cittadini, ovunque vivano, lo stesso diritto alla salute, con strumenti e risorse calibrati sulle reali caratteristiche dei territori». Così il Presidente della Regione Marsilio, al termine dell’incontro della Conferenza delle Regioni con il ministro Schillaci, a Roma

Marsilio ha sottolineato l’importanza del lavoro annunciato dal Ministero sul disegno di legge delega e sulla revisione delle regole che oggi condizionano reti ospedaliere e servizi territoriali. «È fondamentale rimettere in discussione il decreto Lorenzin e le regole che governano la sanità pubblica: impianti e parametri pensati per realtà metropolitane che finiscono per penalizzare Regioni e Province con popolazioni più ridotte e territori complessi».

«Il tema – prosegue Marsilio – non è solo quante risorse mettiamo nel Fondo sanitario nazionale, e naturalmente auspichiamo che il Ministro riesca a ottenere nuovi stanziamenti, ma soprattutto come quei fondi vengono distribuiti e quali regole governano l’organizzazione dei servizi. Da troppo tempo il riparto non riesce a garantire un principio di equità reale: ci sono territori che, per caratteristiche orografiche, densità abitativa e condizioni socio-economiche, hanno costi oggettivamente superiori alla media, soprattutto rispetto alle aree metropolitane».

«Per questo – conclude – serve riconoscere che esistono “Italie” diverse: non si possono applicare criteri identici ovunque, dalla programmazione della sanità territoriale alle strutture ospedaliere, perché ciò rischia di generare iniquità. Mi auguro che questa sia davvero l’occasione giusta per riscrivere regole e “ingaggi” della sanità, superando piccoli correttivi marginali che non risolvono il problema e che rischiano anzi di trascinarselo dietro per decenni».

Barbara Orsini: