Salvini a Palmoli per incontrare i genitori della famiglia nel bosco

Il vicepremier e ministro delle infrastrutture Matteo Salvini è arrivato a Palmoli per incontrare i genitori della famiglia nel bosco

Lo aveva detto tempo fa, due volte nel mese di marzo, ora ha deciso di mantenere la promessa: il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini è arrivato a Palmoli (Chieti). Prima tappa in Comune, dove il vicepremier ha incontrato il sindaco di Palmoli, Giuseppe Rosario Masciulli, poi ripartenza verso la casa nel bosco per incontrare Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.

L’incontro è avvenuto, ma non alla presenza dei giornalisti: Salvini, dopo i saluti, si è appartato con Catherine Birmingham e Nathan Trevallion.

Al termine dell’incontro Catherine ha regalato delle uova al vicepremier.

La coppia ieri è tornata nel casolare di Palmoli, da cui a novembre scorso vennero allontanati i tre figli, tuttora ospiti della casa famiglia di Vasto.

«So per certo che i bimbi dopo cinque mesi di reclusione stanno peggio di quanto non stessero cinque mesi fa. Certo, questa famiglia ha un modello educativo diverso da quello usuale: questo è un reato? No. C’è violenza, droga, abuso? No. Quindi? Non vengono tolti i bambini che stasera vivono nella cacca, con i genitori che rubano, se va
bene, e quindi?» ha detto Salvini davanti ai giornalisti al termine dell’incontro con Nathan e Catherine.

Il vicepremier ha visitato il casolare della coppia.

«Ci sono i pannelli solari, il bosco, il fiume, le piante, l’asino. È stato chiesto loro di sistemare casa, fatto. La questione sanitaria, c’è il pediatra, le vaccinazioni, fatto. Sistemate le questioni educative, c’è l’insegnante pronta. Non capisco cosa si debba aspettare! Io sono sicuro che tutti hanno agito in buona fede, sicuramente non c’è stata malafede da parte di nessuno, probabilmente qualcuno ha sbagliato valutazione – ha proseguito Salvini riferendosi alla decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila di sospendere la potestà genitoriale della coppia sui tre figli -. La domanda da farsi è: dopo cinque mesi i bimbi stanno meglio o stanno peggio? Non serve una perizia psichiatrica. Sono due genitori equilibrati, parlano inglese, italiano, tedesco, spagnolo e giapponese, hanno vissuto esperienze lavorative in tutto il mondo, hanno scelto l’Italia per crescere i loro figli in serenità e l’Italia risponde così? Io mi vergogno!»

Marina Moretti: